Quando il Fermi arrivò in serie B
La squadra che fece l’impresa a Bologna si rivede 46 anni dopo
Negli anni Sessanta all’istituto “E. Fermi” c’era un professore di chimica proveniente da Avellino. I suoi allievi di quarta e di quinta lo amavano per la raffinata docenza che caratterizzava le sue lezioni. Un giorno però professore e alunni si ritrovarono per un’altra ragione, che di nome faceva hockey su prato, sport che lui aveva praticato finché l’attività didattica aveva preso il sopravvento. Gli allenamenti iniziarono subito, nel campo di calcio di Baggiovara e a Modena, nel campo che stava accanto alla scuola della Fratellanza. Allenamenti intensi che diedero frutti: nel 1969 la squadra modenese di hockey su prato “E.Fermi” riuscì ad approdare in serie B dopo un tiratissimo quadrangolare di spareggio che si svolse a Bologna contro Macerata, Trieste e Bologna.
A distanza di 46 anni squadra e allenatore si sono rivisti a Pozza di Maranello, nell’agriturismo del Papa. C’erano quasi tutti, quel professore di chimica, Vincenzo Fierro, oggi 81enne, e gli ex-alunni. L’incontro è stato organizzato da Giorgio Caselli (uno dei titolari degli undici che scendevano in campo) coadiuvato da Giovanni Piccinini. Insieme hanno rintracciato con pazienza certosina i compagni. C’era Annamaria Volpi, compagna di classe e tifosa, ad occuparsi della organizzazione del convivio e c’era William Battini, memoria storica della squadra, artefice della raccolta di documenti. C’erano poi tutti gli altri, con mogli e tifose dei tempi. Come Liliana, sorella di Caterina Caselli, che ha partecipato con gioia.
«Nessuno di noi ha dimenticato il professor Fierro - racconta Piccinini - Gli vogliamo ancora bene. Bravo docente, infaticabile nella messa a punto degli allenamenti, sapeva come motivare, come disporre la squadra in campo, come strutturare il gioco. Le trasferte? Venivano pagate dal contributo di tutti ma non è mancata occasione in cui alla copertura delle spese abbia dovuto provvedere di tasca sua. Le divise? Riciclate. Arrivavano da altri sport».
In trasferta andavano anche compagne di classe, le più agguerrite tifose di quella bella realtà, vere ragazze pon-pon. «Io ho sposato proprio una mia compagna di classe - sorride Piccinini - Abbiamo voluto ringraziare Vincenzo Fierro, professore e amico. I suoi insegnamenti, il tempo, la cura che ci aveva dedicato, meritavano un grazie corale. La foto di rito sulla gradinata della scuola è stato un momento di una specificità tutta sua. È cambiato l’aspetto ma non lo spirito con la consapevolezza che quei ragazzi erano speciali».
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