L’anniversario: 30 anni fa Modena diceva addio a Giorgio Rognoni
Trent’anni fa, era fine marzo 1986, dopo aver lottato a lungo con la malattia, moriva a soli 39 anni Giorgio Rognoni, uno sportivo esemplare in un mondo, quello del calcio, troppo spesso portato ad...
Trent’anni fa, era fine marzo 1986, dopo aver lottato a lungo con la malattia, moriva a soli 39 anni Giorgio Rognoni, uno sportivo esemplare in un mondo, quello del calcio, troppo spesso portato ad esempio negativo per droga, scommesse, partite vendute e tasse evase. Nella sua breve vita Giorgio ha saputo raccogliere la stima di tutti, compagni e avversari. Non gli è mai mancato l’affetto del pubblico delle squadre dove ha giocato che ne apprezzava le qualità calcistiche e umane e lo vedeva sempre impegnarsi al massimo delle sue forze. A soli 12 anni aveva giocato il suo primo vero campionato con la Stancari trascinandola alla vittoria nella categoria dei piccoli azzurri con avversari come Fabio Bonci e Giorgio Braglia che, all’epoca, indossavano la casacca dell’Arsenal. Dopo essere passato nelle file del San Lazzaro, gli osservatori del Modena si accorsero di Rognoni che presto arrivò alla maglia da titolare dopo avere sconfitto il Bologna (1-0) con un’azione personale che lo vide scartare un difensore del calibro di Mialich e segnare con un tiro improvviso ed imparabile. L’anno dopo Giorgio, vincendo il titolo di “supercadetto”, venne notato dal Milan. L’avventura milanese alla corte di Rocco gli fruttò i titoli più importanti della carriera (campionato, Coppa dei Campioni, Coppa Italia) anche se le presenze in campo furono limitate dalla presenza di campioni come Rivera. Alla fine del quarto campionato fu ceduto al Foggia dove restò tre anni conquistando la promozione in serie A nella stagione 72-73. Nella logica del mercato venne poi ceduto al Cesena, trasferimento che di fatto lo riportava a casa. Al Cesena strinse una solida amicizia con Frustalupi con il quale disputò quattro campionati in serie A lasciando un ricordo tale che nella città romagnola gli è stato intitolato un campo di calcio per giovani calciatori. A 31 anni (un’età veneranda per quei tempi) Rognoni fu ceduto alla Pistoiese dove lo raggiunse l’amico Frustalupi, ricomponendo la coppia di centrocampo che realizzò l’ennesimo miracolo, portando per la prima volta nella sua storia il club arancione in serie A. Per Giorgio fu il canto del cigno. Nel 1983 a 37 anni concluse la carriera di calciatore, con i primi accenni della malattia che, tre anni dopo, lo portò alla prematura scomparsa.
Il prestigioso trofeo giovanile a lui intitolato che si gioca alla Madonnina quest’anno taglia il traguardo della 30esima edizione. Col passare del tempo il ricordo di Rognoni, anzichè affievolirsi, è diventato leggenda e farà anche parte di una raccolta fotografico-didascalica che la società di calcio Madonnina sta preparando con la collaborazione dei Veterani dello Sport che annoverano diversi suoi colleghi, in primis Caco Borsari. Insomma, la favola di Giorgio non finisce, è parte della storia del calcio italiano.
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