Gazzetta di Modena

Sport

Sghedoni: «Modena, non ho più l’età»

Sghedoni: «Modena, non ho più l’età»

«A 78 anni non mi lancio nel calcio. Bergodi ci terrà in B»

2 MINUTI DI LETTURA





Un perfetto padrone di casa, di una casa spettacolare come il nuovo e futuristico Green Lab della Kerakoll, specchio di un’azienda orgoglio dell’imprenditoria sassolese e modenese. Il padrone di casa è Romano Sghedoni, l’uomo che, dal primo all’ultimo dei tifosi gialloblù, tutti speravano che prima o poi si mettesse al timone del Modena. C’era quasi arrivato, poi una rottura con Roberto Casari fece saltare il patto con Cpl e Romano Amadei quando l’inchiostro stava già scendendo dalle penne per la firma che avrebbe sancito il matrimonio tra il Modena e Mister Kerakoll. Il Modena di Romano Sghedoni rimarrà un sogno per i tifosi, sempre che i suoi figli non decidano di cambiare il corso di una storia che evidentemente non s’ha da scrivere.

Romano Sghedoni coglie l’occasione della consegna dei Premi Panathlon per chiarire le sue intenzioni col Modena. È in gran forma e quando verso mezzanotte sale sul palco diventa la star della serata nonostante i tanti personaggi e campioni presenti alla cerimonia del club presieduto da Maria Carafoli.

Sul palco ci sono anche Gianni De Biasi e Cristiano Bergodi, mentre Stefano Bonacini è appena sceso per tornarare al tavolo dopo aver ricevuto il premio per il miracolo Carpi. Romano Sghedoni attacca con un saluto speciale a Gianni De Biasi, mister del grande Modena, ora ct vincente dell’Albania che ha condotto a una storica qualificazione agli Europei in attesa di diventare, con buone possibilità, il prossimo ct azzurro.

«Gianni, dopo quel che ha fatto con il Modena, ha compiuto un capolavoro con l’Albania. Capacità, forza di volontà e determinazione sono sempre alla base delle grandi imprese. Ed è una meraviglia che una piccola realtà come l’Albania sia tra le grandi del calcio. Così come merita tutti i miei complimenti Stefano Bonacini col suo Carpi: un miracolo, ma un miracolo costruito da un imprenditore capace. Questo è il calcio che intendo io: quello del Carpi, dell’Udinese di Pozzo, del Chievo di Campedelli, ma sono vicino agli 80 anni e non ho più l’età per entrare nel Modena. Bisogna avere quella di Bonacini per lanciarsi in certe avventure, largo ai giovani».

E, siccome il cuore di Sghedoni batte forte per il Modena, ecco un elogio a Cristiano Bergodi: «Con Cristiano guardo con fiducia alla salvezza, con chi c’era prima non ce l’avremmo mai fatta». Applausi. E a chi riprova a riportare il discorso sul Modena e Romano Sghedoni, la risposta è sempre quella: «Non ho più l’età». Ma è accompagnata dal sorriso ammiccante di un uomo che quei 78 anni li porta benissimo e che in ogni momento potrebbe regalarsi e regalare un sogno.

Paolo Vecchi

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google