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Sassuolo, brusca frenata ma l’Europa resta a - 1

di Stefano Aravecchia
Sassuolo, brusca frenata ma l’Europa resta a - 1

Dzemaili punisce i neroverdi, fermati da Perin e dagli errori in zona gol

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REGGIO. Chi l’avrebbe mai detto? Il calcio riesce sempre a smentire gli amanti delle tabelle, che ieri consideravano quella col Genoa (già salvo) una partita dai tre punti quasi scontati. E invece il Sassuolo è stato protagonista di una brusca frenata che comunque non compromette nulla (Europa sempre a un punto per il ko del Milan con la Juve). Sicuramente ai neroverdi ha giocato un brutto scherzo la pressione legata ad un obiettivo così prestigioso. Ma la classifica lascia tutto aperto, mancano ancora sei giornate e tutto è possibile. Certamente la sconfitta col Genoa brucia, soprattutto per come è maturata. Una partita che il Sassuolo ha avuto in mano per tutti e 95 i minuti, pagando a caro prezzo l’unica sbavatura difensiva. Per il resto Magnanelli e compagni hanno attaccato a testa bassa, magari con poca lucidità, soprattutto nell’ultimo passaggio. La difesa del Genoa ha resistito agli assalti, al resto ha pensato un Perin già in formato Europeo. L’estremo rossoblù ha sfoderato un super intervento su Sansone, replicando nella ripresa su Magnanelli. Nel finale ci si è messo anche l’arbitro Gavillucci che ha sorvolato su un mani in area di Munoz. Il rigore sembrava poterci stare ma il fischietto di Latina non ha voluto sentire ragioni. Di Francesco non l’ha presa benissimo, soprattutto ricordando i precedenti davvero sfortunati di Gavillucci con il Sassuolo. Ma attaccarsi all’arbitro è un alibi, bene ha fatto l’ambiente neroverde a non esagerare nelle recriminazioni. Se il Sassuolo ha perso la colpa non è certamente del direttore di gara, piuttosto fa riflettere la scarsa incisività della squadra in zona gol, complice la giornata negativa di Berardi. Quando non gira lui, spesso le idee offensive della squadra si annebbiano. Al punto da rendere inutile la pressione di difensori e centrocampisti, le sgroppate di Vrsaljko e le alchimie tattiche provate dalla panchina. Poche le scelte a disposizione di Di Francesco, nel finale ha gettato nella mischia tutte le punte ma nemmeno il 4-2-4 ha sortito effetto. A proposito di Di Francesco: bello lo striscione che gli hanno dedicato i tifosi della nord invitandolo a rimanere, al quale lui ha risposto con un applauso.

Perin sugli scudi

Nonostante un campo inzuppato di acqua e grandine il Sassuolo ha un buon approccio al match. Ma gli interventi di Perin e la scarsa incisività sotto porta impediscono ai neroverdi di sbloccare il risultato. La pressione è costante, manovra avvolgente con improvvise verticalizzazioni che mettono in imbarazzo la difesa genoana. Defrel va anche a segno ma Gavillucci invalida per un millimetrico offside di Berardi. Il resto lo fa Perin, che prima anticipa in uscita Defrel, poi è strepitoso nel deviare in angolo un velenoso diagonale di Sansone.

Genoa spietato

I grifoni, che nelle prime battute del match erano riusciti a piazzare qualche ripartenza, si schiacciano sempre di più. Il gol del Sassuolo sembra nell'aria e invece a sbloccare il risultato sono gli ospiti. E' il minuto 42 quando Matavz , fino a quel momento inesistente, scaglia un destro che si stampa sul palo, la palla arriva a Dzemaili che non può sbagliare il tap in. Difesa neroverde tutt'altro che impeccabile (Cannavaro lascia troppo spazio all’attaccante sloveno), Genoa abile a capitalizzare l'unica vera palla gol costruita nel primo tempo. Dzemaili bravo ad iniziare e concludere la rete da tre punti.

Sterile assalto

Nella ripresa la spinta dei neroverdi aumenta ma tutti i tentativi di infrangono sulla linea difensiva eretta dai rossoblù davanti a Perin. Che ci mette del suo quando rimedia ad un grave errore in disimpegno di Munoz, respingendo il tiro a botta sicura di Magnanelli. Il Sassuolo tiene l'acceleratore pigiato, Sansone e Acerbi peccano di precisione, mentre il Genoa alleggerisce la pressione con un paio di tentativi dalla grande distanza. I minuti passano, Di Francesco prova il tutto per tutto inserendo anche Politano e Falcinelli affidandosi al solito 4-2-4 per l'assalto finale. All’ultimo tuffo Munoz tocca la palla con la mano in mischia, quelli del Sassuolo si precipitano attorno a Gavillucci reclamando il rigore. Ma il fischietto di Latina reputa il fallo involontario sancendo la fine del match.

@Star_70_

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