Baraldi e Nora pilastri del Settebello
Il carpigiano e il modenese protagonisti con gli azzurri che hanno ottenuto la qualificazione: «Impresa fantastica»
MODENA. Una qualificazione storica, per come è arrivata. È la qualificazione di una delle nazionali più vincenti di sempre, l’Italia della pallanuoto, passa anche da due modenesi. È la storia recente del Settebello, che ha conquistato il pass olimpico per Rio 2016 grazie anche a Fabio Baraldi e Alessandro Nora.
Il primo, cresciuto a Carpi, sebbene ancora giovane è ormai un veterano della nuova squadra selezionata dal commissario tecnico Sandro Campagna: «Qualificarsi è stato stupendo - racconta Baraldi - ed è il giusto riconoscimento ad un gruppo che penso abbia dato davvero tanto in queste settimane di duro lavoro».
Ed è chiaro che dopo questa rincorsa a Rio, che si è chiusa venerdì a Trieste, il pensiero è già al Brasile, ma Baraldi smorza i toni: «Calma, a Rio bisogna pensarci il giusto. Ogni tanto la mente vola là, ci mancherebbe, ma dovremo arrivarci con la giusta carica. Ora riprende il campionato - con Napoli - ci concentriamo per il finale di stagione e poi da giugno sarà solo Italia».
Chi, invece, a questa Italia, c’è arrivato con un po’ più di fatica - e non per colpa sua - è Alessandro Nora. Il mancino modenese, che ora gioca a Brescia, nella nazionale maggiore è tornato dopo aver saltato gli ultimi Europei. Campagna ha sempre pensato bene di lui, e lo ha riproposto per il torneo più delicato, quello che valeva un intero quadriennio: «Chiaramente ritornare in azzurro mi ha fatto molto piacere, non posso nasconderlo, e ho fatto di tutto per provare a meritarmi questa convocazione».
Del torneo di Trieste ha un quadro chiarissimo: «È stata una esperienza bellissima ma altrettanto difficile dal punto di vista psicologico. Giocavamo in casa, e questo ci ha aiutato molto, ma avevamo anche tutto da perdere perché la qualificazione era ovviamente un traguardo che per nessuna ragione al mondo potevamo permetterci di perdere. Così siamo stati concentrati, e siamo arrivati in fondo meritandoci questo pass». Ma nemmeno Nora a Rio ci vuole pensare, per ora: «È ancora troppo lontano il torneo olimpico, ci sono ancora tante cose da fare qui, in campionato e in Coppa con Brescia, poi sarà tempo della preparazione: due mesi per arrivare al meglio in Brasile, saranno lunghissimi e inizierò a pensarci quando sarà il momento giusto».
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