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Modena multato per il bluff di Commini

stefano commini
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stefano commini

Il vero patron era Caliendo. Il club dovrà pagare 30mila euro

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MODENA. ll Tribunale Federale Nazionale - Sezione Disciplinare, all'interno del comunicato 65 pubblicato sul sito della Figc, ha punito il Modena con un'ammenda di 30.000 euro per non aver pagato la precedente multa di 20.000 euro comminata dallo stesso Tribunale nel comunicato 44 del 14 dicembre, ritenendo al tempo stesso non esaudibile la richiesta della società di addebitarla sul conto campionato. Il Modena era stato deferito a titolo di responsabilità diretta per gli addebiti contestati a Stefano Commini, Angelo Forcina e Marja Caliendo, tutti deferiti assieme ad Antonio Caliendo. Soltanto Caliendo, la figlia Marja e Forcina avevano chiesto il patteggiamento, rimediando un'inibizione rispettivamente di 5 mesi - pena per l'attuale presidente - e 3 mesi, mentre nessuno era comparso in sede di dibattimento per Commini che aveva dunque rimediato un'inibizione di 4 mesi e 15 giorni. Contestualmente, come detto, era stata disposta un'ammenda di 20.000 euro. L'oggetto del deferimento e della conseguente condanna del club gialloblù riguarda l'iniziale posizione di Antonio Caliendo, che figurava come consulente esterno ma, secondo Procuratore e Tribunale Federale, non era tale, andando di fatto a violare il codice di giustizia sportiva e il regolamento agenti di calciatori (in quanto iscritto all'elenco degli agenti fino al 7 maggio 2014). Nel comunicato 44 del 14 dicembre si spiega, provando a semplificare, che Caliendo si è avvalso della figlia, di Forcina e di Commini quali concorrenti necessari nel controllo del Modena, usando come tramite la Image Promotion s.a.m, società della quale era amministratore, e poi acquistando una partecipazione indiretta di maggioranza del club a seguito dell'acquisto del 64,155% di azioni del capitale sociale della stessa da parte della World Promotion Company S.A., società della quale era amministratore.

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