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Il Milan di Brocchi parte dal baby Locatelli

Il Milan di Brocchi parte dal baby Locatelli

Berlusconi esonera Mihajlovic e chiama il tecnico della Primavera, che adotta il 4-3-1-2. Bonaventura nuovo trequartista

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MILANO. Per la prima volta Cristian Brocchi a Milanello è entrato in veste di allenatore del Milan, il quarto nelle ultime tre stagioni. Lo sarà almeno fino a giugno. Poi si vedrà se toccherà ancora a lui o a uno fra Lippi, Di Francesco o Donadoni, gli stessi che facevano ombra a Mihajlovic, che si è chiuso nella sua stanza d'hotel nel centro di Milano, a rimuginare su un esonero che lo ha sorpreso fino a un certo punto. Era previsto un incontro con Galliani ma l'annuncio alla fine è arrivato al telefono, prima del comunicato in cui il serbo riceveva «i più sentiti ringraziamenti per l'attività fin qui svolta». Mihajlovic, vittima della maledizione degli allenatori stranieri al Milan (Liedholm, Tabarez, Terim, Leonardo e Seedorf) aveva inteso tutto dalla cena di Arcore fra Berlusconi e Brocchi. Il feeling con il presidente non è mai decollato, un pò per i risultati un pò per l'indole dell'allenatore, che spesso ha rivendicato indipendenza e responsabilità. L'insofferenza verso il serbo ha spinto l'ex premier ad anticipare un divorzio che sarebbe arrivato a fine stagione, e poteva rivelarsi un paradosso difficile da gestire in caso di vittoria della coppa Italia. Ora tocca a Brocchi, un suo pupillo che, però, ha solo sette partite per dimostrare di essere più di un traghettatore, le ultime sei di campionato e la finale di coppa Italia con la Juve. Il Milan punta un altro debuttante, dopo i flop di Seedorf e Inzaghi.

Brocchi non ha esitato davanti al presidente verso cui nutre n riconoscenza, per averlo fatto studiare, diventare un uomo e alzare trofei importanti, come scriveva il 29 settembre su Instagram augurando buon compleanno a Berlusconi. All’ora di pranzo si è seduto a tavola con Galliani, poi entrambi hanno tenuto un breve discorso alla squadra e dopo una decina di minuti ha comunicato il suo primo allenamento, provando il 4-3-1-2 con Bonaventura trequartista e a centrocampo il giovane Locatelli, per cui stravede Berlusconi. Al di là della tattica, conterà molto la reazione della squadra, e per questo a Brocchi potrebbe tornare utile il mental coach, Andrea Pecciarini, membro dello staff che si è portato dietro dalla Primavera. È rimasto invece Alfredo Magni, il preparatore dei portieri che sta seguendo la crescita di Gigi Donnarumma. Il suo esordio è una delle eredità di Mihajlovic, come la disciplina e l' intensità di allenamento che da anni a Milanello si erano smarrite.

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