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Squinzi: «Il Sassuolo come il Leicester? Ci stiamo lavorando»

di Stefano Aravecchia
Squinzi: «Il Sassuolo come il Leicester? Ci stiamo lavorando»

«Noi non mettiamo limiti alla provvidenza: vogliamo essere stabilmente tra le prime cinque squadre, e una volta lì...»

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SASSUOLO: «Il Sassuolo di Di Francesco come il Leicester di Massimo Ranieri? Sì, ci stiamo lavorando». Lo ha dichiarato ieri mattina il presidente uscente di Confindustria Giorgio Squinzi a margine dell'inaugurazione alla Fiera di Milano, a Rho, della 55ª edizione del Salone del mobile. «Eusebio Di Francesco - ha aggiunto Squinzi - è un grandissimo allenatore e con noi si sta trovando particolarmente bene, anche perché ha una caratteristica che non tutti gli allenatori hanno e cioè quella di far crescere i giovani affidati alle sue cure. Per dire se c'è una somiglianza tra le due storie, quella di Ranieri e quella di Di Francesco, è ancora presto e poi c'è troppa differenza di età tra i due. Può essere, invece, che ci sia una similitudine tra le due società. Noi non mettiamo limiti alla provvidenza, anche se il nostro obiettivo resta quello di portare il Sassuolo stabilmente nelle prime cinque squadre italiane e, di conseguenza, arrivare ad affacciarci in Europa. Poi - ha concluso sorridendo il patron del club neroverde - quando saremo lì, credo che tutto sia possibile...».

Fin qui Squinzi. Che da Eusebio Di Francesco si attende entro qualche giorno una risposta definitiva. Restare o andarsene? Il tecnico pescarese è ancora indeciso, diviso tra la tentazione di approdare su un’altra panchina nonostante scenari “confusi” (Milan o Fiorentina) oppure accettare la proposta di rinnovo offertagli da Squinzi. Di Francesco a Sassuolo sta benissimo, ha un rapporto idilliaco con società, tifosi e città. Ma i suoi dubbi sono legati agli effettivi margini di crescita che ha questo Sassuolo e alle incognite sul mercato con i gioielli neroverdi (Berardi, Vrsaljko, Acerbi e Sansone in primis) sul piede di partenza. Il progetto che gli propone il Sassuolo è quello di aprire un nuovo ciclo ma, oggettivamente, il nuovo step imposto dalla proprietà (entrare stabilmente nelle prime cinque della classifica) è piuttosto ambizioso. Da qui le perplessità di Di Francesco. Che, se dovesse andarsene, passerà la sua “creatura” nelle mani di Marco Giampaolo, un allenatore abituato a non stravolgere il lavoro del predecessore come ha fatto ad Empoli subentrando a Sarri.

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