La rassegnazione scorre tra l’Entella e il Rupinaro
Volendo fare un bel ripasso di geografia locale, si scopre che due sono i fiumi che attraversano la ridente cittadina ligure di Chiavari. Da un lato c'è il fiume Entella -reo di aver dato il nome...
Volendo fare un bel ripasso di geografia locale, si scopre che due sono i fiumi che attraversano la ridente cittadina ligure di Chiavari. Da un lato c'è il fiume Entella -reo di aver dato il nome alla squadra stessa la cui sede sorge nelle sue vicinanze - dall'altro il torrente Rupinaro. Se come dicevano i latini in "nomen omen"- ossia "il destino è nel nome"- calcisticamente parlando il Modena deve aver scelto di navigare nelle sue acque, precipitando "rupinosamente" in un dirupo da cui sarà difficile risalire. Curioso come cambino le cose nel giro di un anno, quando solo a giugno scorso il campo del Comunale di Chiavari aveva prestato le sue quinte a ben altra battaglia. Quella in cui le due formazioni in questione si erano contese sul suo manto verde la disperata permanenza in serie B nella rocambolesca gara di andata dei playout. Come dimenticare quanto già in quell'occasione i geminiani avevano rischiato di farsi un rovinoso bagno nelle pericolose acque del torrente Rupinaro? Ma quella volta i due ululati provvidenziali del nobile lupo della Sila -Garritano- avevano salvato le penne dei poveri canarini dal sicuro annegamento tra le grida di gioia incredule del popolo gialloblù. La partita di sabato scorso invece - al di là del funesto risultato finale che condanna ora il Modena a una pericolosa risalita dal dirupo in cui è precipitato in classifica - ha raccontato una storia ben diversa già da prima del fischio d'inizio. La storia di due protagoniste che si fronteggiavano nuovamente ma con uno spirito agli antipodi sia sul campo che sugli spalti. Da un lato - la truppa esangue di mister Bergodi a caccia disperata di punti, poi persi, per allontanare lo spettro della serie C che si fa ora sempre più vicino - dall'altro quella di Aglietti che invece i punti è stata in grado di metterli a segno per una volata storica -udite udite- verso i lidi più lieti dei playoff. Insomma una partita tra disperazione ed entusiasmo - che se già erano palpabili sul rettangolo verde - a maggior ragione lo sono stati sugli spalti. Per capire infatti la rassegnazione di un popolo gialloblù ormai vituperato dall'ennesima stagione da via crucis, bastava buttare l'occhio verso la curva ospiti. Dimenticandosi però di quella straordinaria muraglia umana che aveva caratterizzato gli ormai lontani playout. Quella sentita partecipazione infatti, ha lasciato il posto ad un'avvilente spossatezza che non consente più ai tifosi canarini nemmeno di contestare. Un silenzio quasi assordante se messo a confronto con l'entusiasmo dei supporters dell'Entella che -tra vessilli biancocelesti, cori festanti, trombette varie e inni ufficiali dal sapore di un festival di Sanremo vintage -riportano alla memoria quel bel calcio genuino di provincia che merita senz'altro, beati loro, di approdare in serie A.
Valentina Corsini
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google