Lorenzetti tra l’addio e il sogno scudetto
«Non conosco questa cosa che i miei giocatori nominano. Onorato per le dimostrazioni di stima che ho ricevuto da loro»
MODENA. Angelo Lorenzetti a fine stagione lascerà Modena. Lo ha dichiarato lui stesso prima dell'inizio della serie di semifinale contro Trento, spiazzando tutti, società e tifosi. I tentativi di convincere l'allenatore marchigiano a cambiare idea, però, sono tantissimi, ed arrivano da ogni parte. Ovviamente i più accaniti sono i giocatori, legatissimi al loro allenatore.
«Magari se vincessimo lo scudetto Angelo rimarrà con noi...», ha commentato Earvin Ngapeth, «Tutti noi ci auguriamo che Angelo possa sedere ancora sulla panchina di Modena», ha aggiunto Luca Vettori.
Lorenzetti, i giocatori hanno detto che nel caso di vittoria dello scudetto potresti cambiare idea.
«Innanzitutto non conosco quella cosa che loro nominano (sorride ndr). Comunque al di là di tutto sono parole affettuose che, al netto che uno se ne vada o meno, rimangono dentro di noi, sono emozioni che si attaccano alle persone. Queste dimostrazioni di stima, inoltre, sono un qualcosa che ancora una volta mi fa capire la fortuna che ho avuto a condividere questi anni insieme a questi ragazzi. Però adesso non dobbiamo smentirci, sono due anni che viviamo alla giornata e dobbiamo continuare a farlo, mettendo grande attenzione nel presente e concentrandoci unicamente nella sfida con Trento».
Sabato in centro c'è stato un vero e proprio bagno di folla, quanto è importante per voi il calore dei tifosi?
«Tanto. Magari i ragazzi nuovi che vivono questo affetto per la prima volta possono pensare che a Modena questa cosa sia scontata. In realtà non è così, io a Modena ho vissuto un altro periodo importante (le stagioni che vanno dal 2001 al 2004 ndr) e non era così. Credo che la nuova generazione dei tifosi gialloblù si sia semplificata, è più capace di aprirsi nelle emozioni. Questo è un qualcosa che i ragazzi sentono, ed è una cosa meravigliosa».
Tutto questo entusiasmo è anche merito vostro però.
«Dobbiamo ancora aspettare gara 3, anche se è una dolce attesa. Arriveremo all'appuntamento di giovedì al Pala Panini sicuramente carichi da un punto di vista emotivo, una gara che noi vogliamo fortemente portare a casa. Il nostro obiettivo rimane quello di concludere la serie in vantaggio, sapendo che ora abbiamo tre possibilità per ottenere qualificazione. Ma dobbiamo affrontare ogni confronto senza dar nulla per scontato».
Che gara 3 ti aspetti?
«Gara 2 è stata di più alto livello rispetto a gara 1, ma credo che sia una cosa normale visto che siamo nei playoff e, partita dopo partita, il livello cresce inevitabilmente. Oltre la battuta sarà molto importante la difesa, un fondamentale dove Trento è più continua rispetto a noi. La mia squadra, però, ha avuto grandi picchi all'interno di questa serie e speriamo di continuare su questa strada».
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