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«Modena-Trento, come ai bei tempi»

di Fabio Rossi
 «Modena-Trento, come ai bei tempi»

«Kaziyski, Bruno e il pubblico del PalaPanini? Chi c’era negli Anni 80 e 90 sa bene che sono situazioni del tutto normali»

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Partite infuocate, scintille sotto rete? Serve lo specialista.

Andrea Giani, 46 anni compiuti venerdì, una delle poche, vere leggende della pallavolo mondiale, quasi sorride quando sente i nomi di Kaziyski e Bruninho.

«Sì, sì... ho letto e visto quello che è successo, ma secondo me non c’è poi nulla di tanto strano o grave. Kaziysky e Bruninho sono due giocatori molto forti ed importanti, hanno personalità e per questo non amano perdere. Secondo me quello che è successo al PalaPanini rientra nella normalità visto che siamo nei play off».

Cartellini gialli e rossi, espulsioni, pubblico del PalaPanini molto caldo, anche troppo: tutto sotto controllo?

«Chi è sorpreso non ha avuto la fortuna di vivere in prima persona quello che capitava proprio a Modena negli Anni 80. Ci siamo dimenticati dei 7000 spettatori in un impianto che ne poteva contenere 5000 con gente a bordo campo durante le finali? E quando Zorro (Andrea Zorzi ndr) mostrò il dito medio alla curva gialloblù? Fummo costretti a rimanere un’ora e mezza negli spogliatoi prima di uscire. Noi di Parma arrivavamo vicini al palasport e già dal pullman sentivamo i cori dei tifosi di Modena».

La rivalità tra Modena e Trento è sulla buona strada per raccogliere l’eredità do quelle sfide tra Panini e Maxicono.

«Credo che allora le partite fossero altrettanto calde, la rivalità tra i giocatori anche più sentita di quelle di oggi e sotto rete volava davvero di tutto, per cui se Bruninho e Kaziyski hanno avuto un confronto accesso, beh, io non ci vedo nulla di male. L’importante è che al termine della partita tutto poi finisca lì, ma i campioni non accettano mai di perdere, quindi non mi sorprende che Matey e Bruno si siano scambiati qualche parola di troppo. Ai nostri tempi Zorzi passò anche dall’altra parte della rete in una sfida tra Italia e Cuba. Storie tese, molto più di quelle odierne. Magari, rispetto ad allora i giocatori di oggi hanno lo svantaggio che ci sono telecamere e microfoni ovunque, quindi si sente e si vede tutto ».

Domani Modena va a Trento: altre scintille in vista? L’ambiente potrà condizionare il risultato?

«Non ho mai creduto a questo, nè quando giocavo, nè oggi che faccio l’allenatore: i risultati sono determinati da chi va in campo, quindi non credo che Trento abbia vinto a Modena per quello che è successo tra Kaziyski e Bruninho e non credo che gara 4 possa essere decisa dall’ambiente che troverà Modena. Tutte storie»

Sì, ma chi vincerà domani? Si andrà a gara 5 o Modena andrà in finale?

«Non chiedetemi pronostici: posso solo rispondere così, Modena avrà domani lo stesso 50% di probabilità che avrebbe Trento al PalaPanini se riuscisse a conquistare il diritto a giocare gara 5».

Dopo il successo in gara 2 e il 2-0 nella serie in favore di Modena, Andrea Giani avrebbe scommesso sul successo di Trento al PalaPanini?

«Trento ha una caratteristica: è una squadra che non molla e non si arrende mai, contro di loro devi vedere con i tuoi occhi l’ultima palla che cade a terra per pensare di aver vinto davvero, per cui il successo in gara 3 al PalaPanini ci stava».

Erano in molti a pensare a una Trento rassegnata dopo aver perso la Champions.

«No, è accaduto il contrario: hanno giocato in modo fantastico contro la Lube e l’hanno asfaltata, hanno lottato alla pari contro i russi del Kazan e questo ha dato loro grande consapevolezza di poter compiere un miracolo contro Modena».

A Modena c’è chi si è innamorato di Stoytchev.

«Rado ha regalato una serie impressionante di successi a Trento, può essere simpatico o meno ma che sul fatto che sia un grandissimo allenatore non ci sono dubbi».

Per il dopo Lorenzetti a Modena serve un allenatore in ascesa o già affermato?

«Ogni scelta è rispettabile, ma Modena è una piazza in cui non si può improvvidare nulla».

Rivedremo Andrea Giani un giorno sulla panchina di Modena?

«Modena resta sempre un traguardo per ogni allenatore, ma per me di sicuro non nella prossima stagione: ho un altro anno di contratto e un percorso quadriennale da completare a Verona».

Le creerebbe qualche problema avere in squadra un giocatore come Ngapeth?

«A me nessuno. È un grande giocatore».

In che rapporti è con la proprietaria di Modena Volley?

«Eccellenti».

Quest’anno Verona ha vinto la Challenge Cup, ha chiuso al quarto posto la regular season e ha sfiorato la semifinale nei play off.

«Abbiamo lavorato in modo durissimo, le soddisfazioni non sono mancate».

Verona contro Perugia è uscita solo dopo cinque partite e a causa di un video check che hon ha fatto il proprio divere.

«Quelle dei quarti di finale contro Perugia sono state grandi partite, devo ammettere che essere usciti così un po’ mi “ruga”».

Ora proprio Perugia è ad un passo dalla finale: riuscirà a chiudere la serie contro la Lube in gara 4?

«Partita aperta, credo però che Perugia avrebbe dovuto chiudere la serie già nella gara 3, dare delle chance a squadre come la Lube è sempre pericoloso».

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