Pronti, via: e Valentino doma la Spagna
MotoGp. Cavalcata solitaria della Yamaha di Rossi a Jerez. «Godo nello stare davanti a Lorenzo e Marquez»
ROMA. Nella settimana in cui Jorge Lorenzo annuncia il passaggio alla Ducati dal 2017, Valentino Rossi ha dominato il Gran premio di Spagna, come a mandare un messaggio alla Yamaha: «Tranquilli, continuerete a vincere con me». A Jerez, quarto appuntamento del mondiale, si compie il «fine settimana perfetto», come lo ha definito il campione urbinate: pole position, giro veloce in gara e successo. In testa dal primo all'ultimo dei 27 giri, su una pista che gli è sempre stata amica.
E il tifo si scalda: anche il premier Renzi ritwittando scrive: «Che soddisfazione! Vincere così in casa loro e far vedere chi è che davvero sa andare in moto! Grazie». E sui social si scatena anche il fan Jovanotti: «Che meraviglia vincere così in Spagna» scrive il cantante.
Rossi si è tenuto dietro in un sol colpo sia il campione del mondo e compagno di team, sia la Honda del detestato Marc Marquez. «Ho proprio goduto ad essere lì nel mezzo, sul podio, più in alto di quei due» ha confessato alla fine, con un sorriso maligno. Perché se vincere «dà sempre un gran gusto», farlo in casa di quelli che dalla fine infuocata della stagione 2015 sono al centro del suo mirino è senz'altro speciale. Da restare a bocca aperta il modo in cui Rossi ha disposto degli avversari. Su un asfalto che il sole ha scaldato rispetto a sabato (creando problemi alle gomme nel finale) solo in avvio Lorenzo ha abbozzato una reazione, con un sorpasso durato lo spazio necessario al Dottore per incrociarne la traiettoria, rimettersi davanti e scappare verso la vittoria numero 113 in carriera. Tenendo sempre tempi sull’1’40” (l’1’40”090 del terzo giro resterà il migliore).
Intanto, la iella decideva di non mollare Andrea Dovizioso, costretto a ritirarsi per un problema alla sua Ducati. Fino a metà gara Valentino ha fatto un altro mestiere, guadagnando due-tre decimi a giro. Lorenzo ha quindi tentato di rientrare in gioco, riuscendo a recuperare qualcosa finché - parole sue - «il posteriore ha cominciato a slittare in rettilineo, sembrava una gomma da bagnato». Problema segnalato a gara finita sia da Valentino che da Marquez. Fosse davvero questa o meno la causa dell'improvviso rallentamento del maiorchino, Rossi ha ripreso a guadagnare decimi sugli avversari, senza lasciare più spazio a velleità di recupero. Perché nel frattempo anche Marquez si era arreso allo strapotere rossiano decidendo, dopo aver rischiato un paio di volte di finire in terra, che ieri era meglio tenersi stretto il terzo posto.
Alle spalle dei tre sul podio, solo comparse: Dani Pedrosa con la seconda Honda ufficiale quarto (a oltre 10” dal primo), seguito da Aleix Espargarò e Maverick Vinales. Solo settima la Ducati di Andrea Iannone. Hanno chiuso la top ten Pol Espargarò, Eugene Laverty ed Hector Barbera.
Il GP di Spagna regala un intreccio di emozioni italiane: se il 37enne Valentino Rossi trionfa, in Moto3, un ragazzo che potrebbe essere suo figlio, il 16enne Nicolò Bulega (e un po’ sportivamente lo è, visto che corre con lo Sky Racing Team VR46 e proviene dall'Accademy nel ranch del Dottore) dopo la prima pole position in carriera coglie anche il primo podio, con uno straordinario secondo posto. Festa senza spumante, però: a 16 anni niente alcol sul podio. In terza posizione si piazza un altro italiano dello Sky Racing Team, Romano Fenati.
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