Trotta da Brentford a Sassuolo: parabola nel segno del gol
A 16 anni va in Inghilterra, a 22 il ritorno in Italia ad Avellino E in neroverde vince l’ennesima sfida con la prima rete in A
SASSUOLO. E' un gol che arriva all'ultimo ma viene da lontano quello di Marcello Trotta a Torino. Arriva all'ultimo minuto, forse all'ultimo secondo, della gara contro i granata con un contropiede innescato da Longhi (curiosamente è uno dei tre gol della giornata di campionato che hanno chiuso le partite senza nemmeno tornare a mettere il pallone a centrocampo, insieme a quello di Eder dell'Inter all'Udinese e quello di Siligardi su punizione al Milan), ma viene da lontano, dall'Inghilterra profonda, quella della Football League One e Championship, la nostra Lega Pro e cadetteria, e appunto anche dal campionato di serie B. Perché Marcello Trotta, per quanto predestinato o quasi, finora la pagnotta se l'è guadagnata girando molto e facendosi le ossa con quella che una volta (e forse ancora oggi) si chiamava gavetta. Inizia a Napoli, ma la società azzurra non crede nelle sue potenzialità e allora a 16 anni prende l'aereo per andare a Manchester. La sponda, sempre azzurra, è quella del City, ma con i citizens non giocherà mai in prima squadra. Inizia a girare per la perfida Albione: va al Wycomb (League One, la Lega Pro d'oltremanica), poi al Watford in Champioship, due stagioni al Brentford in League One dove gioca, segna e fa innamorare i tifosi con la promozione, torna sempre in quella serie C con la maglia del Burnsley e poi, a gennaio 2015, arriva la chiamata dell'Avellino. Marcello ha voglia di Italia e torna nel bel Paese dalla serie B e con l'Avellino conquista la maglia dell'Under 21 di Di Biagio segnando 15 gol a cavallo di due stagioni, la fine della scorsa e l'inizio di quella attuale, con i mezzo l'Europeo di categoria con l'Under 21, esperienza sfortunata per l'inopinata eliminazione che vale l'addio ai giochi olimpici di Rio de Janeiro, per quelle che sarebbero stati anche le 'sue' Olimpiadi. A gennaio le chiamate dalla massima serie si moltiplicano e Trotta decide di accettare quella del Sassuolo (anche con la spinta della Juve alle spalle, pure se Trotta è un giocatore tutto di proprietà della società neroverde), dove trova un tecnico capace di rapportarsi e di valorizzare i giovani come Eusebio Di Francesco. Trotta, però, è più centravanti 'classico' che uomo di movimento come vuole Di Francesco, tanto che lo stesso tecnico anche dopo la gara di domenica scorsa ha ribadito che l'attaccante deve ancora "lavorare molto, sia in allenamento che in partita". Tutto vero, ma uno che ha giocato nel Wycomb e nel Brentford, sui campi della terza serie inglese, non si fa certo spaventare dal lavoro quotidiano.
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