Lorenzetti: «Questa finale è un bene per la pallavolo»
Il tecnico della Dhl: «Sarà sicuramente una serie importante, complicata e bella. Perugia ha un gioco efficace, fa pochi errori e rende difficile il cambio palla»
«Sarà una serie importante, difficile e bella».
Angelo Lorenzetti presenta così la finale Scudetto che inizierà domani al Pala Panini, con l'avversario della Dhl che sarà la sorpresa Sir Safety Perugia.
«Sono una squadra che ha un sistema di gioco efficace, commettono pochi errori e rendono difficile il cambio palla all'avversario. Adesso tutti i giocatori sono al top e si cono conquistati con merito la finale. Saranno sfide con tante azioni lunghe perché difendono e hanno la capacità di avere pazienza. Farà la differenza la gestione della fase di transizione. Giocare in casa non è fondamentale, perché la loro serie con Verona e la nostra con Trento hanno dimostrato che il fattore campo non è determinante. Giocare in casa non è garanzia, è bello. Abbiamo sempre battuto Perugia quest'anno? La legge dei grandi numeri prima o poi colpisce, dobbiamo pensare gara dopo gara. Abbiamo dimostrato maturità nella serie con Trento? La parola maturità mi spaventa, non è stato il nostro timbro di fabbrica in questi ultimi due anni. Sicuramente Modena ha dimostrato di avere la capacità di uscire dai momenti difficili».
Lorenzetti prosegue parlando di una finale inedita e di un possibile protagonista, Emanuele Birarelli.
«Hanno raggiunto la finale due squadre con presidenti che nutrono una grande passione e investono molto. Questo dimostra che la palla non è collegata alle scrivanie (entrambe i presidenti non sono espressioni dei vertici di Lega, ndr), una finale inedita fa bene alla pallavolo. Birarelli è un giocatore straordinario perché ricalca quello che faceva Gardini, cambiava squadra ma raggiungeva comunque la finale». Infine il tecnico di Fano si emoziona al pensiero che questa sarà la sua ultima serie di playoff con Modena, visto il suo addio in estate. «Ho parlato molto con i miei ragazzi dell'importanza del vivere al meglio il presente, senza guardare al passato o pensare al futuro. Adesso ho una finale da giocare e penso solo a questo, mi concentro a vivere ogni momento. Dedico la finale a questo gruppo, ragazzi che mi hanno fatto fare dei cambiamenti personali importanti: il modo di approcciarmi alle problematiche e il modo di capire me e chi mi sta intorno».
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