Il Carpi invitato speciale alla festa della Juventus
I bianconeri oggi celebrano la conquista del quinto tricolore consecutivo Fabrizio Castori: «Andiamo a Torino per provare a vincere il nostro scudetto»
Di una cosa mister Castori è sicuro: i 1500 tifosi che seguiranno il Carpi allo Juventus Stadium saranno orgogliosi della loro squadra, perché "la nostra maglia è attaccata alla pelle - ha detto il tecnico - e la onoreremo battendoci col massimo impegno e per uscire comunque a testa alta. Si è vincenti quando si entra in campo e si dà tutto a prescindere dalla forza degli avversari e noi cercheremo di meritarci il sostegno del pubblico sudando la maglia come piace al tifoso". Per sudare, a dire il vero, basta il nome dell'avversario, che festeggerà il suo quinto tricolore consecutivo: "La Juventus il suo scudetto l'ha già vinto, noi ancora no. Ci rendiamo conto delle difficoltà ma cercheremo di interpretare la partita nel miglior modo possibile. Non ci facciamo illusioni ma non partiamo battuti, anche perché dobbiamo completare l'opera con un ultimo scatto". In settimana ha "voluto verificare al risposta al turn over, che già l'altra volta era stata positiva. Per noi è fondamentale che ognuno possa dare il suo contributo per mantenere alto il livello della prestazione. Abbiamo ancora tre partite e non possiamo far leva solo su undici giocatori. Dobbiamo fare un gioco di equilibrio". Mister Castori non fa mai anticipazione sull'undici, ma questa volta qualcosa gli sfugge: "De Guzman è un giocatore più portato alla rifinitura. Verdi attacca gli spazi ed ha le caratteristiche del secondo attaccante. In una partita in cui presumibilmente sarà la Juventus ad avere il controllo del gioco, è meglio chi attacca lo spazio piuttosto che chi vuole la palla addosso.
Ma parliamo di piccoli dettagli". Un accenno la fa anche sulla favola del Crotone, che tanto ricorda il Carpi della scorsa stagione: "E' una squadra costruita con gli stessi criteri del Carpi, con gente motivata e con fame. La B è un campionato durissimo, in cui conta anche la condizione fisica. Ci vuole una grande motivazione per vincere con dei perfetti sconosciuti, come eravamo noi. Il calcio si può fare anche con questi principi". Il paragone con l'Atletico Madrid di Simeone "mi inorgoglisce ed è un apprezzamento per il Carpi e per il nostro modo di giocare. L'anno scorso sembravamo fuori da ogni logica".
Fabio Garagnani
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