Il Modena torna vivo dall’Arechi
Gialli a muso duro a Salerno: impone lo 0-0 e resta in corsa per la salvezza a 180’ dalla fine
SALERNO. Una regola molto saggia dice che gli scontri diretti prima di tutto non bisogna perderli. Regola non scritta che diventa ferrea quando c'è di mezzo la sopravvivenza. Il Modena a Salerno rischiava di brutto perché un ko avrebbe significato una discesa a rotta di collo verso quell'inferno che sta cercando da tempo di inghiottire la truppa gialloblù che, però, al di là di qualche strinata, riesce sempre a non finire divorata dalle fiamme. Dove sarebbe precipitata col sorriso stampato di Crespo, ma quel Cristiano, che di cognome fa Bergodi, di andarsela a vedere a tu per tu col Diavolo non ne ha proprio voglia. E allora ecco, che nella partita della vita, il Modena si presenta a muso duro al cospetto della Salernitana e le impone un pareggio che per i granata è un topolino pelle e ossa, mentre è decisamente più paffuto e in salute quello che Gozzi e compagni hanno caricato sul Frecciarossa del ritorno. All'Arechi poteva finire tutto, la mannaia era pronta e i playout, in caso di sconfitta, avrebbero rappresentato l'ultima possibilità di poter rimanere in B. Il pari, che alla fine sta anche stretto ai gialli sicuramente migliori nella prestazione rispetto agli uomini di Menichini, permette alla Banda Bergodi di essere padrona del proprio destino. Modena, Latina e Salernitana a quota 42 coi canarini in vantaggio per la classifica avulsa in caso di un arrivo alla pari; il Livorno manca l'avvicinamento e la Pro Vercelli non riesce a staccarsi mantenendo la miseria, ma piuttosto preziosa, di un punto di vantaggio. 180 minuti alla fine: il Modena dovrà vedersela con Pescara in casa e Novara fuori, servono dai quattro punti in su per poter ambire alla salvezza diretta, altrimenti playout quasi certi. Ma restiamo a Salerno: è un punto d'oro, il Modena poteva anche cercarne tre, ma alla fine tutti alla vigilia avrebbero firmato per un pareggio. Tranne Lotito, gonfio come una tortora e molto nervoso nel dopopartita, per l'arbitraggio di Baracani: il fischietto è stato perfetto.
Tanto per capire il clima che trova il Modena all'Arechi basta dare uno sguardo agli spalti: 22mila (ventiduemila) spettatori (170 i modenesi) sono pronti a sbranare i gialli. Una muraglia umana nei tre settori riservati ai sostenitori di casa, in curva addirittura sono una sopra all'altro. Per far prima, una bolgia. Che Bergodi affronta con il 4-rombo-2 che ha fruttato quattro risultati utili consecutivi: in porta Manfredini, Gozzi e Marzorati tra Osuji e Rubin in difesa, Giorico vertice basso del rombo rispetto a Belingheri schierato dietro Granoche e Luppi. Nardini e Bentivoglio gli interni gialloblù. Menichini si oppone con un 4-4-2: Terracciano tra i pali, Colombo, Bernardini, Empereur e Rossi nella linea arretrata mentre in mezzo Moro e Odjer si piazzano al centro. Nalini e Ikonomidis i due esterni alti, davanti Bus affianca Donnarumma. Coda, il bomber di casa, è out.
Pronti via, l'Arechi urla e la Salernitana vuole farlo impazzire. Ma il Modena fa saltare i progetti dei campani. La palla è rovente, addirittura incandescente per i padroni di casa, più gestibile per i gialli che sfoderano una tranquillità superiore. Ma il Modena ha due problemi: Nardini e Bentivoglio, il primo è un bisticcio costante col pallone, il secondo è un respingente dell’azione dei compagni. E nonostante la solidità ritrovata dietro e un Luppi pimpante in attacco, è dura costruire una vittoria con un solo centrocampista e mezzo in palla, Giorico e Belingheri, e due sfasati. Ma i gialli un tentativo lo fanno e creano i maggiori pericoli del match con Luppi che si muove bene in attacco ma non fa mai la scelta migliore al momento di rifinire o di concludere. Il Modena crea tante mezze occasioni (ghiotta quella di Gozzi di testa) che non diventano mai vere, la Salernitana propone solo un tiraccio di Bus al 45’. Nella ripresa ancora Salernitana che prova a sorprendere i gialli, ma Gozzi e Marzorati tengono, Osuji pure e solo Rubin regala brividi. Giorico è monumentale: filtra tutto, imposta ed è ovunque. Bergodi deve inserire Mazzarani per Belingheri colpito duro da Colombo. Non cambia nulla. Ma mentre Menichini piazza Zito e Gatto davanti per aumentare un potenziale offensivo innocuo, Bergodi deve togliere Luppi, malconcio e provato, per Stanco che entra gasato, ma non vedrà palla e, per non commettere un fallo tattico in pieno recupero, costringerà Giorico, già ammonito, a rimediare per lui e a beccarsi il rosso.
@PaoloVP305
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