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Terraquilia cede a Fasano Ora servirà un miracolo

Terraquilia cede a Fasano Ora servirà un miracolo

Pallamano. In Puglia, nell’andata della semifinale scudetto, Carpi rimedia una pesantissima sconfitta (28-21). Sabato il match di ritorno a Rubiera

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Stessa storia, stesso posto, stesso… risultato. Citando una celebre canzone degli 883, passano gli “Anni”, ma Fasano resta indigesto per la Terraquilia. La Junior passa 28-21 nella semifinale scudetto d’andata. I biancoblu partono subito bene, scavando un divario di cinque punti che difendono senza troppi patemi. Dall’altra parte del campo, la squadra di Ilic non riesce a esprimere pienamente il suo gioco come in altre occasioni. All’intervallo è ancora di una mezza decina di reti il divario tra le due formazioni (15-10). Nella ripresa il miglior momento dei biancorossi (ieri in maglia nera): tre centri di fila e punteggio sul 15-13. Troppo poco, tuttavia, per impensierire i pugliesi sul loro campo. La formazione guidata da coach Ancona si porta sul più otto. Gli ospiti recuperano fino al meno cinque, poi quattro centri dei padroni di casa pongono il sigillo finale. Per Carpi possono già iniziare a scorrere i titoli di coda. Sabato prossimo, a Rubiera, servirà vincere di otto reti per affrontare la vincente tra Bolzano e Romagna nell’atto decisivo. Ieri gli altoatesini sono passati 26-20 a Imola, confermando tutta l’intenzione di voler difendere lo scudetto verde, bianco e rosso cucito sulla maglia. Uno stemma che rischia di diventare un bel miraggio e niente di più per la Terraquilia. Due gli elementi per ben sperare. L’imbattibilità al Pala Bursi (terza casa stagionale dopo Cavezzo e il Pala Vallauri) e il fatto di poter giocare la gara decisiva tra le mura amiche. Dopo due eliminazioni di fila in semifinale, la squadra ora guidata da Ilic (prima sedeva in panchina Serafini) dovrà cercare di sovvertire il pronostico e anche un detto: non c’è due senza tre. Altrimenti, resta probabile l’ipotesi che le due semifinaliste del girone B (l’altra è il Romagna) si fermino all’ultimo ostacolo prima della sfida per il titolo.

Gabriele Farina

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