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Vandelli, nessun dubbio «Questa è la volta buona»

di Fabio Rossi
Vandelli, nessun dubbio «Questa è la volta buona»

L’ex presidente: «È passato tanto tempo, ma finalmente il traguardo è vicino La vigilia è sempre lunga e difficile, senti qualcosa dentro di davvero incredibile»

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Giovanni Vandelli e il volley, passano gli anni, ma la passione è sempre la stessa. Lo capisci da come è sempre “sul pezzo”. È lui, almeno fino a questa sera, l’ultimo presidente a poter raccontare di aver vinto uno scudetto, anzi tre, per la precisione, a Modena.

«Credo che questa sia la volta buona. È passato tanto tempo, ma finalmente il traguardo è davvero vicino».

Presidente, come si vive una vigilia del genere?

«Le ore che precedono una partita come questa sono lunghe e difficili. Senti qualcosa dentro di incredibile, perché sai che puoi fare qualcosa di speciale, che entrerà nella storia e allora non vedi l’ora di giocarla questa benedetta partita, almeno per me era così».

In tanti La aspettano al PalaPanini per festeggiare insieme: ci sarà?

«Non lo so. L’istinto sarebbe quello di venire e di vivere questa giornata incredibile, ma non ho ancora deciso, non voglio rubare spazio a chi davvero lo merita».

Si riferisce a Catia Pedrini?

«Dopo Panini, c’è stato Vandelli, credo di aver vinto abbastanza e sono felice per me stesso e per la città, se tutto andrà come pare, la signora Pedrini potrà dire di essere l’unica dopo di noi che è riuscita a vincere e a Modena non è facile, credetemi».

Insomma, oggi ci sarà o no?

«Non lo so davvero, ci penserò, anche perché ogni volta che vengo al palasport subito si pensa che io possa tornare nella pallavolo, ma non è così».

Che cosa penso dell’addio di Angelo Lorenzetti?

«All’estero è normale che un allenatore possa annunciare l’addio anche prima della fine della stagione, qui è tutto diverso, ma secondo me è una scelta che va rispettata. Lorenzetti è stata una nostra scoperta, ha iniziato a vincere con la Daytona e so bene quanto vale. Io ho sempre avuto un debole per lui, per cui sono felicissimo se oggi riuscirà a conquistare lo scudetto. Se lo stra-merita. Se poi ha deciso di lasciare ha tutto il diritto di farlo, forse sente di aver ottenuto il massimo possibile con questa squadra e in questo ambiente, chiaro che chi lascia dopo aver vinto ha sempre la possibilità un giorno di poter tornare. Sono curioso piuttosto di sapere dove andrà nella prossima stagione».

Dovesse scegliere Lei il sostituto di Lorenzetti?

«A me piace quello di Trento (Stoytchev ndr), mi sembra piuttosto bravo. Non fosse possibile prendere quello, io andrei su gente che conosce l’ambiente e che qui è amata, Giani ha fatto benissimo a Verona, ma anche Cantagalli sarebbe una gran scelta».

Dalla panchina al campo.

«Questa Modena è una grande squadra, non so dove si possa collocare nella storia di Modena, ma una bella squadra, questo sì. La mia Daytona del 1997 credo sia stata se non la più forte, almeno una delle più forti di sempre».

Qual è il giocatore chiave di questa Modena?

«Bruninho. Chi sa di pallavolo capisce che è lui che fa la differenza, gli altri sono tutti forti, per carità, ci mancherebbe, ma se va via Bruninho...»

Quindi Lei farebbe di tutto per trattenerlo.

«Chiaro, se si vuole rimanere a questi livelli Bruninho è fondamentale, se perdi lui, perdi tanto. Lo avevo già detto un anno fa e lo confermo: Bruninho nella mia Daytona ci sarebbe stato comodamente».

E di quella Daytona quale fu l’uomo decisivo?

«Scherza? Come posso fare anche solo un nome: farei un torto agli altri, quelli erano fenomeni, tutto il sestetto era decisivo».

Torniamo all’attualità: Perugia come Le è sembrata?

«Una bella squadra, ho visto la seconda partita in tv, Perugia ha giocato ad alto livello, ma mi sembra che abbia qualcosa in meno di Modena».

Ammesso che Modena conquisti lo scudetto fin da stasera, Lei crede che dalla città possa arrivare sostegno importante alla società per la prossima stagione?

«Credo che il miglior augurio che si possa fare ai tifosi di Modena è che Catia Pedrini trovi la voglia di continuare perché altrimenti ... Mi sembra che di tanti soci, alla fine sia rimasta solo lei, o no?»

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