Modena, 8 maggio nel destino: il cielo torna gialloblù 5114 giorni dopo
Pensieri che corrono veloci, un sogno infinito da trasformare in realtà: 8 maggio, non una data qualsiasi, ma scritta nel destino e destinata a rimanerci per sempre. O semplicemente, se più vi piace,...
MODENA. Pensieri che corrono veloci, un sogno infinito da trasformare in realtà: 8 maggio, non una data qualsiasi, ma scritta nel destino e destinata a rimanerci per sempre. O semplicemente, se più vi piace, il “giorno dei giorni”. Così lo definisce su un post affidato al mondo intero di Facebook Luca Rigolon: sono le ore 7,24 di ieri quando il segretario generale di Modena Volley Punto Zero, da buon erede di Pier Giorgio Turrini, a “sole” 10 ore dell’inizio di gara 3 contro Perugia, decide che a casa non si può stare trasferendosi nel Tempio, cioè al PalaPanini, da dove alle 8.32 posta una foto che la dice lunga sul numero dei minuti realmente dormiti nella notte.
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Pensieri che corrono veloci, come quelli di Gian Paolo Maini, responsabile del miglior ufficio stampa della scorsa stagione, un altro che non deve aver chiuso occhio e che così replica alle 8.37: “Quattordici anni fa, oggi, ero in una curva gialla, che è impazzita quando Fomin tirò fuori quell'ultima palla. Oggi quella curva ce l'avrò di fronte, bella come il sole, pronta a impazzire di nuovo. Calma, concentrazione e sorriso... inizia l' 8 maggio 2016”.
Già, incredibile, ma vero, perché è proprio come fosse ieri, ma da quell’8 maggio 2002 sono passati 5114 giorni, cioè 122.736 ore e 7 milioni 364mila160 minuti, non esattamente un nano-secondo.
Altri tempi, per qualcuno migliori, per altri no, un’altra Italia: 3 giorni prima in quel 2002, l’Inter di Ronaldo viveva il suo 5 maggio perdendo lo scudetto contro la Lazio, Michael Schumacher conquistava il suo quinto titolo mondiale, mentre gli azzurri del calcio si apprestavano a subire le angherie dell’arbitro Byron Moreno nei Mondiali di Corea.
In Europa tanti salutavano con sorrisi e speranze, mal riposte, l’introduzione dell’euro al posto della cara vecchia lira.
E ancora: sulle pagine di cronaca nera teneva banco il giallo di Cogne, mentre in marzo a Bologna veniva assassinato Marco Biagi.
Un altro mondo davvero, ma era anche un’altra Modena, quella: è possibile che Giancarlo Muzzarelli, ad esempio, vista la sua sentita partecipazione ai play off di oggi, fosse tra i tifosi di allora, perché il sindaco all’epoca rispondeva al nome di Giuliano Barbolini.
Giulio Guerzoni era un ragazzino di gran talento nel tennis tavolo e con il sogno di un contratto giornalistico, mentre l’assessorato allo sport era gestito all’epoca da Raffaele Candini e ancora doveva iniziare l’epoca del vero numero 1 nel settore, Antonino Marino, Panini e Juventus come fede dichiarata e manifesta. Proprio un maggio magico, quello del 2002, con la fantastica promozione in serie A del Modena Calcio di mister Gianni De Biasi.
E Catia Pedrini? Forse impegnata in qualche consiglio di amministrazione di una delle sue aziende e probabilmente lontanissima dall’idea di diventare 14 anni dopo la prima donna a regalare uno scudetto a Modena nel ruolo di presidentessa.
C’è anche però chi in quella notte magica c’era, eccome se c’era, come Antoine, non un uomo, ma leggenda di Modena. Chissà che effetto gli avrà fatto ieri, 14 anni dopo, chiamare ad uno ad uno sul parquet i fenomeni di oggi, Bruninho, Lucas, Ngapeth, Petric, dopo aver trasformato in invincibili leoni Cantagalli, Giani, Iakovlev, Ball, Gardini, Bovolenta e Pippi.
C’era, infine, quel mercoledì sera, un signore che potrà raccontare a figli e nipoti di aver vinto tre scudetti, regalandone due a Modena: Angelo Lorenzetti.
E se il 16 giugno 2002, a poco più di un mese dallo scudetto gialloblù numero 11, Padre Pio venne proclamato santo, toccherà proprio al tecnico marchigiano, dopo il titolo numero 12, essere beatificato, almeno a Modena. Lo merita, come meriterebbe che qualcuno gli affidasse le chiavi del paradiso, cioè di Modena Volley Punto Zero, e si decidesse a chiedergli di ritirare le dimissioni, perché solo un santo poteva trovare la forza di resistere a tutto e tutti riportando questa città nel posto che le compete.
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