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Castori: «Non sono nato ieri, i giochi non sono aperti»

Castori: «Non sono nato ieri, i giochi non sono aperti»

«A Udine ci proveremo. I veleni di Zamparini? Se parlassi dovrei vendere la cuccia del cane. Comprensione per Jerry»

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MODENA. Mister Castori non si fa illusioni. Salvo coincidenze incredibili la corsa del Carpi in Serie A si ferma qui: "Non siamo ingenui da pensare che i giochi siano aperti - ha detto il tecnico - perché non siamo nati ieri. C'è una piccola possibilità e ce la giocheremo, ma sappiamo che è difficile". La partita dell'anno si arena sui rigori di Mbakogu e sull'imprecisione in fase offensiva: "In due anni Jerry non ne ha mai sbagliato uno. E dopo il primo errore, che non appartiene alla normalità, aveva la voglia di riscattarsi. Il suo sentimento di rivincita era umano e si è preso le sue responsabilità. Dalla panchina gli avevo detto che se non se la sentiva lo avrebbe tirato Bianco ma voglio sottolineare che la squadra vince e perde in undici. Le prodezze dei calciatori e gli errori fanno parte del gioco. Si devono accettare le une e le altre. Oggi abbiamo fatto una partita straordinaria per impegno e gioco. Abbiamo dimostrato che siamo onesti e puliti che abbiamo giocato la partita fino in fondo. Per questo meritiamo rispetto. Una squadra che gioca corre e combatte senza risparmiarsi merita di essere applaudita". Anche se la stagione rischia di chiudersi con grandi rammarichi: "Abbiamo fatto una grandissima annata. Non posso che tessere le lodi dei ragazzi perché hanno fatto una rimonta eccezionale. A novembre eravamo retrocessi. Purtroppo credo di potere affermare che non è bastato perché siamo realisti ma i numeri non mentono e verrà il momento in cui si capirà quel che ha fatto questa squadra". Sull'atteggiamento combattivo della Lazio il tecnico non ha nulla da eccepire: "Io mi spetto sempre che l'avversario faccia il suo dovere. Noi abbiamo giocato una grande partita ma oggi abbiamo visto da vicino che volto ha la sfortuna. Abbiamo fatto il meglio che potevamo fare. Siamo dispiaciuti ma con la consapevolezza di aver fatto il nostro dovere". Sui veleni sparsi nelle scorse settimane da Zamparini, il commento è laconico e si perde in una battuta: "Se dico quello che penso devo vendere anche la cuccia del cane".

Fabio Garagnani

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