le imprese senza tempo
Dodici e non per tutti: anzi proprio per nessuno, perché nessuno ha vinto come Modena. Modena ovviamente intesa come Panini o i suoi discendenti in linea diretta. Sì, perché, volessimo rimanere ai...
Dodici e non per tutti: anzi proprio per nessuno, perché nessuno ha vinto come Modena. Modena ovviamente intesa come Panini o i suoi discendenti in linea diretta. Sì, perché, volessimo rimanere ai fatti, né la Daytona del grandissimo Giovanni Vandelli, né Modena Volley Punto Zero, cioè la società attuale possono vantare lo stesso codice societario che fu della leggendaria Panini.
DOPPIO POKER
C’era una volta una squadra negli Anni ’70 che aveva la buona, anzi eccellente abitudine di vincere lo scudetto negli anni pari, cioè 1970, 1972, 1974, 1976: eccolo il primo poker consegnato alla leggenda dai ragazzi del “Commendatore”. Non servono infatti tante altre parole per definire l’uomo a cui la Modena del volley dovrebbe fare un monumento in Piazza Grande. Un altro nome leggendario per iniziare la serie dei trionfi? Quello del Professor Franco Anderlini, con lui un gruppo molto più che magico: Pupo Dall’Olio era il profeta di quei ragazzi che si divertivano a stupire il mondo e a mettere in fila le super potenze dell’epoca (Ruini Firenze, Federlazio, Paoletti Catania). Erano gli Anni ’70, quelli del PalaMolza esaurito due ore prima della partita, con la gente sistemata ovunque. Le firme? Sibani, Giovenzana, Montorsi e chi più ne più ne metta fino a quel polacco sergente di ferro, Edward Skorek. E dopo quel trionfo, datato 1976, iniziò il momento dell’attesa: una città abituata a vincere, imparò a perdere. Dopo 9 anni, 1985, pareva proprio che fosse la volta buona, invece Bologna targata Mapier, fece piangere i 5000 della bella del Pala Guasco a Reggio Emilia. Una maledizione senza fine, pensò qualcuno, invece...
ERA VELASCO
Un anno appena e spuntò dal nulla lui, quell’argentino che sembrava un filosofo: Julio Velasco nel 1986 restituì a Modena la sua identità vincente nel volley. Il primo scudetto (1986), poi altri due consecutivi, magici perché vinti all’ultimo respiro. Nel 1987 Franco Bertoli ruppe un dito a Fabiani, regista del Santal, e Modena vinse gara 5 a Parma, nel 1988, ancora braccio di ferro e superbella conla Maxicono domata al PalaPanini. Poi il poker nel 1989.
ERA VANDELLI
Diverso, ma carismatico come il “Commenda”: Giovanni Vandelli aggiunse tre scudetti alla storia di Modena. Il primo nel 1995, vinto dominando, il secondo (1997) conquistato alla superbella dopo una gara 4 vinta annullando palle scudetto a ripetizione alla Sisley nella più intensa, drammatica e avvincente partita della storia dei play off. Il resto, si direbbe, è storia recente... di appena 14 anni fa: attacco di Fomin out, 20-18 per Casa Modena contro la Sisley e scudetto numero 11. Che giorno era? L’8 maggio, ovviamente.
Fabio Rossi
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