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Pazzesco: Carpi si suicida sulla linea del traguardo

di Fabio Garagnani
Pazzesco: Carpi si suicida sulla linea del traguardo

Mbakogu sbaglia 2 rigori, la Lazio castiga, solo un miracolo può evitare la B

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MODENA. La partita decisiva per la salvezza si trasforma in uno psicodramma per Jerry Mbakogu: il trascinatore dei Carpi nella cavalcata verso la Serie A si trasforma in carnefice, sbagliando due rigori nel primo tempo e spalancando le porte della B. Ora ci vorrà davvero un miracolo per mantenere la categoria. Non basterà far punti a Udine, ma occorrerà aspettare il risultato del Palermo, che giocherà con il derelitto Verona. Il risultato finale punisce ogni oltre demerito i ragazzi di Castori, che hanno interpretato la partita con grande generosità, tentando fino all'ultimo istante di raddrizzarla ma continuando a sbagliare con cinismo tutte le occasioni per riaprirla. In avvio, mister Castori conferma le indiscrezioni della vigilia tornando al 4-4-1-1 e sfruttando l'ampio turnover effettuato allo Juventus Stadium. L'undici è una fotocopia di quello visto contro l'Empoli nell'ultima casalinga, fatta eccezione per Cofie, che fa coppia con Bianco in mediana. Nessuna sorpresa anche in casa Lazio, dove mister Inzaghi, privo degli squalificati Gentiletti e Keita, scioglie il nodo di centrocampo a favore di Parolo, preferito a Onazi. Le due squadre si affrontano a viso aperto sin dai primi minuti. Un destro di Cofie e una staffilata di Candreva ribattuta da Gagliolo fanno da preludio al primo rimpianto biancorosso: all'11' Pasciuti crossa basso e teso, Mbakogu si avventa sul pessimo controllo di Hoedt che lo aggancia alle spalle. L'arbitro, su segnalazione del guardalinee, assegna il rigore. Sul dischetto va lo stesso nigeriano ma Marchetti para sulla sua sinistra, poi sul confuso tap in è Cofie a provarci da posizione defilata, la palla attraversa tutta l'area piccolo a pochi centimetri dalla riga di fondo e si perde a lato. Nell'occasione, il centrale difensivo laziale si infortuna e costringe Inzaghi a gettare nella mischia Mauricio, che occupa la stessa posizione. Quasi nello stesso momento, il tecnico chiede a Candreva e Felipe Anderson di scambiarsi sulle fasce. Col nuovo assetto la manovra della Lazio sembra più fluida e si avvicina subito alla porta difesa da Belec, ma la conclusione di Lulic coglie prima la traversa poi il palo prima di essere allontanata da Gagliolo. L'uno due che spacca la partita arriva però da lì a poco: al 23' Bianco ribatte per due volte sulla linea i tentativi di Parolo sugli sviluppi di un corner, ma niente può fare sull'ultima potente conclusione di Bisevac. Dopo otto minuti Felipe Anderson scende sulla destra, taglia l'area per Candreva che dalla parte opposta insacca di piatto. La reazione del Carpi naufraga ancora una volta su calcio di rigore: al 40' Mbakogu è marcato stretto da Mauricio che nel contrasto la tocca con la mano. Tra i fischi di disapprovazione, sul dischetto va ancora Mbakogu. La battuta è fiacca e Marchetti blocca. La reazione del Braglia è scomposta: invoca prima Kevin Lasagna e poi addirittura Marco Borriello. Fischia alla fine del tempo e poi applaude, quasi travolto da emozioni che non riesce a decifrare. Cambia subito, mister Castori, al rientro in campo: dentro Lasagna per Cofie, con Lollo abbassato in mediana a fianco di Bianco. Al nuovo entrato basta un giro di lancette per rendersi subito pericoloso, ma il sinistro si stampa sulla traversa. La risposta di Inzaghi arriva a stretto giro con l'ingresso di Onazi in mezzo al campo e Lulic dirottato a sinistra. Il Carpi ci prova con generosità: prima Mbakogu non trova l'impatto a centro area, poi Lasagna spedisce alle stelle. In mezzo l'ingresso di Djordjevic che trasforma la Lazio in un 5-3-2. La rete di Klose, lasciato solo all'altezza del dischetto del rigore, toglie di fatto ogni speranza al Carpi, che pure continua a spingere, salvato dall'ulteriore tracollo da un riflesso di Belec su Biglia dalla distanza. Gli orrori offensivi dei padroni di casa si completano con Lasagna, che spreca tutto solo davanti a Marchetti. Gli ultimi minuti sono solo accademia, perché non c'è alcuna sensazione che il Carpi possa recuperare lo svantaggio. Neppure dopo l'espulsione per doppia ammonizione di Biglia, e neppure dopo il gol della bandiera realizzato da Mbakogu. Verdi ci prova per due volte dalla distanza prima che sul taccuino dei cattivi finisca anche Djordjevic, pure lui negli spogliatoi per un colpo proibito a Letizia. Al triplice fischio la squadra si riunisce a centrocampo. La curva applaude, i giocatori ricambiano ma Mbakogu, nel frattempo, si è già infilato nel tunnel.

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