«Iscrivo la squadra: la costruirò in base al budget»
Catia Pedrini presidentessa di Modena Volley Punto Zero «Se lanci un crowdfunding c'è un'emergenza o una finalità»
La Dhl Modena sta finalmente riscuotendo il successo mediatico che merita. Dopo la conquista del dodicesimo scudetto della sua storia, la società gialloblù sta riuscendo nell'impresa di far irrompere la pallavolo in alcuni ambienti mediatici che fino a questo momento sembravano irraggiungibili, con il poco spazio dedicato al volley che era occupato quasi interamente dalla nazionale. Ma Modena in questo momento è sulla bocca di tutti, ovviamente per i suoi straordinari risultati sul campo, ma anche per via del suo presidente, Catia Pedrini: Lady Volley sta conquistando tutti per la sua tenacia e le sue idee rivoluzionarie, accompagnate da una schiettezza ed una sincerità che nel mondo dello sport sono difficili da incontrare.
Catia Pedrini, insieme a Salvatore Rossini e la coppa dello scudetto, è stata ospite prima negli studi di Radio Deejay, dove è stata la protagonista di una simpaticissima chiacchierata con il Trio Medusa, poi è stata intervistata da Sky Sport 24. «Non è presunzione la mia, ma siamo veramente la storia del volley. Tutti a Modena aspettavano questo scudetto da tanto, troppo tempo. Però sono tre anni che combattiamo sostanzialmente da soli, per questo abbiamo lanciato il crowdfunding. Abbiamo un pubblico meraviglioso, quindi c'è una sorta di chiamata alle armi: chi vuole veramente la pallavolo? Dove sono quelli che potrebbero sostenerla e farci rimanere grandi per sempre? Nella nostra campagna si possono mettere 10 euro fino ad arrivare a somme più alte. Vogliamo vedere se il tessuto imprenditoriale della provincia c'è o no. Insomma, vogliamo contarci. In qualche modo quando lanci un crowdfunfind c'è un'emergenza o una finalità. In realtà la nostra vuole essere anche una provocazione, visto che siamo una società anticonformista e che già in passato ha lanciato delle provocazioni. Io iscriverò la squadra. Però il budget che avremo a disposizione farà la qualità della squadra, perché per allestire una formazione forte servono tanto soldi».
Catia Pedrini ha poi concluso entrando nel capitolo Europa.
«Continuo a pensare le stesse cose sulla Champions League: per come è strutturata è un massacro economico per i club, perché questi non hanno nessun ritorno di sponsor o diritti televisivi, inoltre è un macello per i giocatori che rischiano continuamente di infortunarsi perché non c'è tempo di recupero in questi calendari super ristretti. La decisione se partecipare o meno alla Champions sarà presa insieme al nuovo coach e al nuovo gruppo di giocatori che formeremo».
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