Erika Piancastelli, è lei la regina degli Stati Uniti
Record di fuoricampo, al top in Ncaa, la paragonano a Bonds e Ruth: «Penso sempre alla maglia azzurra»
La stanno paragonando a Barry Bonds e Babe Ruth, gli Stati Uniti la coccolano ma il suo primo pensiero è sempre l’Italia, e quella maglia azzurra che tornerà a vestire tra poche settimane: Erika Piancastelli sta portando a termine una stagione da autentica regina del softball, a suon di fuoricampo, 21 fino ad ora, abbattendo tutti i record.
Figlia di Pier Andrea Piancastelli, colonna storica del Modena Baseball, e di Loredana Auletta, olimpionica a Sydney 2000, Erika è la stella del softball in questo campionato Ncaa: quando aveva 5 anni la famiglia si è trasferita in California, a Carlsbad. Quindi Erika è cresciuta là. Da due anni gioca catcher con le Cowgirls della McNeese University di Lake Charles, in Louisiana: «Abbiamo fatto una stagione fantastica - spiega Erika - siamo cresciute un sacco come squadra e il merito di questi stupendi risultati è da dividere con tutti».
Ti aspettavi questo exploit?
«Ci speravo. Venivamo da una bella stagione, con l’Italia l’estate scorsa mi sono tolta parecchie soddisfazioni e ripreso il campionato qui sapevo che potevo fare bene. Sono felicissima».
Non è che gli Stati Uniti non ti faranno più andare via...
«Io penso sempre all’Italia e non vedo l’ora di vestire ancora la maglia azzurra».
Tornerai presto?
«Ci siamo qualificati per la fase finale in Ncaa e giocheremo un finale di stagione molto intenso. A giugno arriverò in Italia per allenarmi con la nazionale prima di partire per il Canada».
Mamma e papà cosa dicono?
«Sono felicissimi e molto orgogliosi».
Due campioni, anche loro: cosa ti hanno trasmesso?
«Da loro ho preso certamente la potenza e il mio modo di giocare, molto deciso».
Cosa c’è nel futuro della ragazza più forte degli States?
«Ancora McNeese e sempre Italia».
Quest’anno per gli sportivi è l’anno delle Olimpiadi: quanto ti pesa che il softball non sia sport olimpico?
«Mi dispiace molto, ma speso che decidano di rimetterlo presto, chissà, magari già a Tokyo 2020: ne stavano parlando, sarebbe stupendo».
@dvdberti
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