Il sollievo di Conte: «È finito un incubo»
Il ct azzurro e il suo vice Alessio assolti dal Gup nell’ambito dell’inchiesta sul calcioscommesse.Tavecchio: «Mai dubitato»
CREMONA. «Ho sofferto per quattro anni alla vergogna di vedere accostato il mio nome al calcioscommesse. È stata un'esperienza terribile ma oggi è finito un incubo». Antonio Conte tira un sospiro di sollievo, e lascia trasparire la sua rabbia. Dal giorno della perquisizione a casa («alle cinque del mattino», ricorda con precisione non casuale) il ct azzurro ha sempre gridato il suo no alle accuse mosse da Cremona.
Ora il Gup lo ha assolto «per non aver commesso il fatto» dall'accusa di frode sportiva, e Conte si toglie qualche sassolino dalla scarpa contro chi «fa dell'inganno il suo mestiere», riferendosi agli accusatori. A chi lo ha sentito, non ha nascosto emozione e rammarico per le sue sofferenze gratuite. L'incubo del quale parla, d'altra parte, era arrivare all'Europeo di Francia con la spada di Damocle di un giudizio in arrivo o - ancor peggio - di una condanna alla quale appellarsi. La Uefa si era informata della situazione un paio di volte: benché travolta da scandali al suo interno l'idea di vedere su una delle panchine del torneo continentale un ct condannato per 'frode sportivà non poteva passare inosservata. «Non ho mai dubitato dei principi e della moralità del nostro ct - esulta Tavecchio - ma questa assoluzione è una buona notizia: ora andiamo con ancora maggior entusiasmo all'Europeo».
Giorgio Perinetti, ds degli anni di Siena e stretto collaboratore di Conte, ricorda che nel Dna del tecnico c'è solo «la vittoria e la volontà fortissima di ottenerla», a conferma della tesi difensiva - ora accolta dal Gup - che una combine non era pensabile, per un tipo così: e difatti nella sentenza di Cremona si sottolinea che «Conte non era a conoscenza di corruzioni o combine».
“Agghiacciante” fu la definizione coniata quattro anni fa dal grande accusato dell'inchiesta di Cremona, ai tempi allenatore Juve, che per quella vicenda ha pagato con una squalifica Figc per omessa denuncia e quattro anni sotto i riflettori dell'accusa penale, probabilmente quello che gli è pesato di più. Ancor prima di aver deciso di chiudere con la nazionale a fine Europei, per tornare col Chelsea a un club, Conte aveva chiesto ai suoi avvocati di accelerare l'iter di giudizio. Ora l'incubo è finito, proprio nel giorno delle convocazioni per lo stage di Coverciano, primo passo dell'avventura Euro 2016. «Era una storia che sembrava non potesse finire mai, l'ho affrontata a testa alta: e ne esco più forte e motivato», la conclusione del ct azzurro. Tornando alla sentenza, secondo il Gup di Cremona, Pierpaolo Beluzzi, che ha assolto Antonio Conte nella vicenda del Calcioscommesse «non emergono elementi per ritenere che sia Conte sia Alessio (Angelo, il vice del ct, ndr) fossero a conoscenza di operazioni di scommesse collegate al risultato concordato della partita Albinoleffe-Siena, né tantomeno di corruzioni (promesse e o dazioni di denaro) a qualche giocatore coinvolto». Questo si legge nbel provvedimento depositato dal giudice. Sempre secondo il Gup Pierpaolo Beluzzi, «le valutazioni espresse dal pm si limitano a esprimere concetti di verosimiglianza o probabilità, senza per altro alcun collegamento diretto con le dichiarazioni da parte dei principali attori dell’accusa (Coppola e Carobbio)». Per il giudice, anche le intercettazioni tra «altri soggetti nella complessa indagine evidenziano unicamente un - riferito - tentativo di contattare Antonio Conte, senza che risultino agli atti riscontri in questo senso».
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