La Terraquilia sceglie la continuità
Nessuna rivoluzione, confermato Ilic in panchina e buona parte della squadra
Terraquilia, nessuna rivoluzione in vista. La stagione sportiva si è conclusa come le due precedenti. I biancorossi sono usciti per la terza volta di fila dalla corsa per lo scudetto in semifinale. A festeggiare, come sempre, la Junior Fasano. O, meglio, come quasi sempre: nel 2014, infatti, il Carpi della pallamano sconfisse i pugliesi, conquistando la Supercoppa Italiana. Un’impresa mai ripetuta da una società alla caccia del titolo numero due nella sua più che quarantennale storia. La squadra di allora è stata cambiata dalle fondamenta, a partire dall’allenatore. Nessun mutamento in panchina si prevede quest’anno.
«Fra qualche giorno arriverà l’ufficialità - assicura Claudio Cerchiari, direttore generale della formazione - ma posso anticipare che abbiamo trovato un accordo per continuare il rapporto con Sasa Ilic. Intendiamo dare continuità a un progetto coraggioso iniziato questa stagione, potenziando il più possibile la rosa nel mercato estivo. Vogliamo confermare la gran parte della rosa».
I ringraziamenti del dirigente si estendono alla presidenza. Per il futuro resterà da chiarire il rebus campo. Cavezzo sarà una soluzione ancora praticabile? Il Pala Bursi di Rubiera continuerà a essere la “casa” per partite di un certo calibro, quando federazioni e televisioni rendono impercorribile la strada Vallauri? Nell’impianto reggiano la Terraquilia è imbattuta negli ultimi tre anni. La sfida finale ha visto il successo dei “padroni di casa” (24-21). All’andata, tuttavia, erano stati i biancoblu a fare festa (28-21).
«Usciamo a testa alta da un doppio confronto duro - riprende Cerchiari - spettacolare come da tradizione. A mente fredda, smaltita l’amarezza per la sconfitta nel doppio confronto contro il Fasano posso orgogliosamente dire di essere fiero della mia squadra che mai come quest’anno è andata vicina a qualificarsi alla prima finale scudetto della sua storia».
I complimenti agli avversari del dg si alternano a dichiarazioni d’affetto per gli sponsor «con i quali c’è la convinta volontà di continuare a crescere».
Gabriele Farina
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