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Dagli Usa e dal Belgio tra fusilli e grigliate impazza la Giromania

nostro servizio di Valentina Corsini
Dagli Usa e dal Belgio tra fusilli e grigliate impazza la Giromania

Tanti ciclisti amatoriali saliti a Sestola in bici, popolo dei campeggiatori sempre presente. La cronaca di una giornata indimenticabile

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Niente è in grado d’esprimere così tanto entusiasmo collettivo, quanto uno sport popolare come il ciclismo, che in anni e anni di storia ha saputo unire sotto il suo vessillo intere generazioni di appassionati. Perché se è vero che l’amore non ha età, nemmeno la passione per questo sport conosce vincoli anagrafici e barriere geografiche, diventando un’immensa e corale festa a cielo aperto, da vivere tutti insieme, in occasione di quella che nel Bel Paese è la manifestazione imperdibile per qualsiasi appassionato di ciclismo: il Giro d’Italia. Questo il clima che si respirava ieri a Sestola, in attesa del passaggio della 99esima edizione del Giro, che ha eletto la rinomata località appenninica, quale meta ultima della decima tappa dell’ evento sportivo, partita da Campi Bisenzio in Toscana. Ma è proprio l’atmosfera gioiosa di palpitante attesa, l’allegria contagiosa delle migliaia di persone che hanno invaso ogni angolo di Sestola fin dal mattino, che ha reso l’arrivo del Giro nel pomeriggio unico e speciale. Un tripudio di gente proveniente da ogni località della provincia modenese, così come da fuori regione e addirittura dall’estero, quello che ha animato strade e piazze di Sestola, all’insegna di un grande amore comune: il Giro d’Italia. E chi meglio di loro – ciclisti provetti in perfetta tenuta sportiva e in sella ad una bici – può testimoniare cosa significhi la passione per questo sport? “Il Giro infiamma sempre gli animi e oggi siamo saliti fin qua per godercelo” afferma Marcello di Modena mentre sosta in sella alla sua bici “beato tra le donne”. Le sue compagne di viaggio, in quella che è stata una bella pedalata da Modena a Sestola, sono Veronica e Daniela. “Siamo tutti e tre appassionati di ciclismo e ci siamo presi un giorno di ferie apposta. Più tardi saliremo fin a Pian Del Falco” raccontano le due ragazze. “Anch’io mi sono preso un giorno di vacanza per tentare la scalata fin qua in sella alla mia bici” afferma poco distante Simone di San Giovanni in Persiceto. “Faccio quel che posso vista anche la mia età anagrafica, ma ce la farò ad arrivare in cima” scherza Valentino, un simpatico signore modenese, ma originario del Cilento, mentre tenta d’affrontare la faticosa salita sulla strada che porta a Sestola. “Siamo partiti da Bologna stamattina – afferma invece Giuseppe, un papà che ha trasmesso la sua passione per la bici al figlio Davide che lo affianca – abbiamo pedalato fin quassù insieme. Amiamo il ciclismo perché è uno sport che unisce, ed è il più bello del mondo”. C’è poi chi, di bici, ne ha una vera e propria collezione. E’ un arzillo 79enne proveniente dalla provincia di Pisa. “Sono un collezionista di biciclette d’epoca –racconta Marusco Sartocchi, mentre è in sella ad una bici storica datata 1947 – ne posseggo ben 35 risalenti agli anni ‘50”. Per ribadire poi, quanto il Giro d’Italia sia davvero in grado di travalicare le barriere geografiche all’insegna della pura passione per le due ruote, incontriamo addirittura due coppie di ciclisti stranieri. Il particolare gemellaggio, corre sull’asse - marito e moglie belgi da una parte – e statunitensi della North Carolina dall’altra. Pedalando pedalando però, si sa, viene una certa fame.

E lungo la strada per Sestola, nel classico “mezzogiorno di fuoco”, è un odorino più che invitante quello che ci invita a sostare presso l’immancabile “popolo di campeggiatori”. Ne incontriamo una più che irriverente compagnia, intenta a gustarsi un luculliano pranzetto, condito della tipica comicità toscana. “Siamo accampati qui da lunedì sera per goderci in diretta il passaggio del Giro, tifiamo tutti per Nibali. Prima però dobbiamo finire 7 chili di pasta, 5 chili di sugo e diversi taglieri di affettato, il tutto annaffiato da del buon vino toscano doc” scherza questa allegra brigata di “toscanacci” provenienti da Pistoia. Dalle tipicità enogastronomiche pistoiesi a quelle emiliane il passo è breve. “Ci stiamo gustando degli ottimi fusilli al ragù” ci racconta un gruppo di addetti all’allestimento dei teli pubblicitari sulle transenne che delimitano la strada su cui passeranno i corridori. “Io invece sto grigliando salsiccia, coppa e pancetta per ben nove amici che stanno arrivando qui in bici – afferma Lucio di Ferrara mentre è alle prese con la cottura della carne – e per chiudere in bellezza un buon dolce, un bicchiere di lambrusco e dell’ottimo rum, per tenere alto l’umore in attesa che passi il Giro”.

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