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Caliendo: "Il Modena retrocesso è il fallimento della mia carriera"

nostro serviziodi Riccardo Panini
Caliendo: "Il Modena retrocesso è il fallimento della mia carriera"

«Continuo e iscriverò la squadra, ma se c’è gente seria si faccia avanti. Crespo non è stato un professionista»

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NOVARA. Antonio Caliendo è un fiume in piena. Tutto quello che gli passa nella testa diventa parola in un momento sportivamente drammatico per il Modena. La retrocessione tanto temuta è diventata una condanna eseguita sul campo del Piola. Il patron comincia dagli arbitri.

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"Mi ero già lamentato dei troppi episodi gravi che ci stavano penalizzando. Gli arbitri italiani sono professionisti, non voglio pensare alla malafede, ma certe cose non possono lasciare indifferenti anche perché alla fine ci hanno condannato. Col gol di mano col Pescara pensavo avessimo toccato il fondo, invece qui a Novara si è visto ancora di peggio, con un rigore e un cartellino rosso inesistenti dopo 4'.

Così fa male e non lo accetto". Ma gli arbitraggi non possono essere quelli che spiegano il tracollo. Caliendo riparte dalla gestione di Crespo. "Certo che ho il rammarico di non averlo cambiato prima. Bergodi ha dato un'identità a questo gruppo che è diventato squadra troppo tardi. Ma io avevo scelto Crespo e la mia scelta l'ho sempre difesa a spada tratta; mai però avrei immaginato di dover prendere atto di comportamenti poco professionali dello stesso Crespo. Con lui avevo parlato dei pochi allenamenti che faceva, del fatto che non stava con la squadra e che dai ritiri se ne andava per stare con la famiglia.

Cose inaccettabili che hanno avuto un peso. Ci siamo fidati dei giocatori che si sono sempre dichiarati dalla sua parte ma è stato un errore. Il fatto è che quei due mesi e mezzo che ho dovuto passare lontano dal campo per i miei problemi di salute, sono quelli che hanno inciso in modo pesante su questo risultato sportivo che è certamente il più grande fallimento della mia carriera". Ma ora il futuro è la grande incognita che grava sulla testa del Modena. Caliendo però, se possibile, a parole, rilancia. "Io ci ho sempre messo la faccia e lo continuerò a fare. Non lascio andare alla deriva questa società. Rappresento una tifoseria e una città. Per quanto mi riguarda c'è la volontà di ricostruire e per questo garantisco l'iscrizione al prossimo campionato di Lega Pro. Non tutti i mali vengono per nuocere. Se bisogna fare pulizia nel club, questa retrocessione aiuterà. Vendere? Sono qui, pronto ad ascoltare gente seria che vuole bene al Modena. Chi vuole prendermi in giro può starsene a casa".

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