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Cerciello: «Modena è il nostro futuro»

Cerciello: «Modena è il nostro futuro»

Il presidente della Liu Jo Nordmeccanica: «Al PalaBanca abbiamo giocato 50 partite e due finali senza un grazie»

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Vincenzo Cerciello, presidente della Nordmeccanica Piacenza, spiega a poche ore dal trasferimento a Modena i motivi che lo hanno indotto a una simile, drastica scelta.

«Volevo esprimere la nostra posizione e dare un minimo di spiegazioni - attacca Vincenzo Cerciello - Siamo amareggiati e dispiaciuti, perché in questo progetto ci abbiamo creduto fin dall'inizio investendo risorse economiche. Avevo detto che a Piacenza si può fare sistema: abbiamo coinvolto aziende e multinazionali. Io capisco che i tifosi possano essere arrabbiati o amareggiati, ma credeteci quando diciamo che i primi a essere dispiaciuti siamo noi».

«Perché cambiamo città? Non ci è mai stato dato sostegno da parte dell'amministrazione. Già tempo fa mio padre ha manifestato perplessità su alcune problematiche che c'erano qui a Piacenza. Credevamo che due anni fa l'amministrazione avesse capito, ma invece non è stato fatto nulla. Credevamo si potesse avere alcuni ritocchi all'impianto, ci meritavamo un palazzetto diverso: ogni volta ci si parlava, ma ogni volta, a causa del contratto con il volley maschile, le cose non venivano fatte. Non ce l'abbiamo con Molinaroli, loro hanno solo fatto il loro interesse. Piacenza non è l'unica ad avere un palazzetto condiviso. Chiedevamo solo che le concessioni fossero equamente divise».

«Un'azienda come la nostra deve fare parte del mondo sportivo, perché è veicolo di valori e accresce il prestigio del brand aziendale. Non lo avessimo fatto a Piacenza o Modena, lo avremmo fatto da un'altra parte».

«Quest'anno abbiamo chiesto all'amministrazione di ottimizzare i costi, ma ci è stato risposto che ci avrebbero trovato uno sponsor da 20.000 euro. E' l'equivalente di un no, per cifre che non avrebbero mai inciso sulla nostra gestione. Non solo: ci hanno detto che sarebbe arrivata una squadra di A2 di Lodi, e saremmo addirittura passati in terza scelta se non avessimo firmato subito. Per i tifosi capisco che possa essere difficile comprendere la nostra scelta, ma alla fine quando uno investe tanto e non riceve nulla a noi non è rimasto che prenderne atto e cambiare città».

«Al PalaBanca abbiamo giocato 50 partite, giocato 2 finali, ma nessuno ha ringraziato le ragazze, non dico la società, per aver portato il nome di Piacenza nei migliori palazzetti. Preso atto che sono venute a mancare le condizioni di contorno, abbiamo preferito andare in un'altra città. La società avrà futuro a Modena, la Liu Jo sarà il title sponsor, la società rimarrà gestita da noi sulla base della River Volley per non perdere i diritti. Avremo le giovanili a Piacenza, non per dare un contentino, ma perché così ci viene imposto dalle leggi federali».

«Cosa rispondo ai tifosi? I Pink Wolf li abbiamo creati noi, li abbiamo sempre supportati. Noi non vogliamo comprare i tifosi con i pulmann, non mi piace che si dica così. Li abbiamo comprati, se così si può dire, costruendo squadre di successo. La mia intervista? Quando si tratta di contratti con Liu Jo, tutto deve essere gestito con riservatezza. La smentita mi serviva perché allora non c'era contratto firmato, si stava parlando, e queste trattative a volte vanno a buon fine altre volte no».

«Quanto risparmiamo nell'affitto del palazzetto tra Palabanca e Palapanini? Saranno 40 o 50 mila euro, ma non è il valore del palazzetto che ha fatto la differenza. E' stato il rapporto con l'amministrazione comunale, poi, certo, ci è andato di mezzo il corso del palazzetto, ma il motivo sono stati anni nei quali non siamo mai stati aiutati dal Comune».

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