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Un’atroce delusione per mille tifosi gialloblù

nostro servizio di Valentina Corsini
Un’atroce delusione per mille tifosi gialloblù

Hanno incitato, insultato Abisso, sostenuto la squadra e solo nel finale hanno fatto scattare la contestazione ad Antonio Caliendo e ai gialli

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NOVARA. Modena saluta la serie B dopo 15 anni, al termine di una stagione scellerata, mal gestita, in cui l'ultima flebile fiammella di speranza di agguantare la salvezza si è spenta tragicamente sul campo del Piola. Nulla sopravvive ad un'annata pessima, fatta di scommesse sbagliate, di troppi punti lasciati per strada, di un cambio di allenatore arrivato disperatamente troppo tardi. Nulla si salva. Tranne loro: i tifosi gialloblù. Mille eroi che in un venerdì sera di fine maggio hanno lasciato Modena alla volta di Novara per credere in un sogno che, purtroppo, ha assunto fin da subito il volto del più nero degli incubi: la Lega Pro. "Tra gioie e dolori due soli colori". Questo lo striscione esposto prima del fischio d'inizio dai tifosi canarini in curva ospiti. Già, solo quei due colori -il giallo e il blu -sopravvivono ad una retrocessione che pesa come un macigno non solo sulla storia del Modena calcio, ma anche su quella di un'intera città. Eppure loro, i tifosi, al di là dei cori di rabbia rivolti verso il presidente Caliendo quando il baratro si era ormai materializzato, hanno continuato a cantare fino alla fine -e con grande dignità -cori d'orgoglio e d'amore verso quei due colori e una città -Modena -che non meritava una fine così ingloriosa. "Il Modena siamo noi, solo noi", "Nuetàr sem dla Ghirlandeina nuetàr sem da rispetèr" questi i canti del popolo gialloblù durante la gara che ha condannato i canarini alla Lega Pro, intonati ben oltre il fischio finale. Perché questo è il tifo di Modena, questa è la fede che non retrocede mai.

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