«Fatevi un esame di coscienza e andatevene»
Tantissime testimonianze ieri su Facebook. Rabbia, dolore e soprattutto lacrime hanno accompagnato il giorno post retrocessione in Serie C del Modena dopo 15 anni. Ci ha colpito un post di Annalisa...
Tantissime testimonianze ieri su Facebook. Rabbia, dolore e soprattutto lacrime hanno accompagnato il giorno post retrocessione in Serie C del Modena dopo 15 anni.
Ci ha colpito un post di Annalisa Bollini, per dieci anni addetta al marketing del club canarino e licenziata dopo l’arrivo di Caliendo. Il suo intervento sui Social è un atto di amore per il club canarino e una severa e accorata condanna alla gestione Caliendo.
«Ho lavorato quasi dieci anni al Modena FC. Ho lavorato con tante persone in quegli anni e tutti eravamo accomunati da una cosa: l'amore per la squadra; l'amore per la nostra città. Abbiamo sempre fatto il possibile per crescere e creare qualcosa di bello. Abbiamo sempre dato il massimo. Sempre dato tutto. Senza guardare orari e provando ad andare oltre ad ogni difficoltà. Proprio come ci aveva insegnato il nostro "muratore" Paolo Ponzo. Poi sono arrivati questi e hanno smantellato ogni cosa. Hanno lasciato a casa quasi tutti per inserire amici, figli, parenti. Hanno distrutto in poco tempo quello creato negli anni. Senza umanità.
Ora io dico a voi, a quelli che oggi piangono ma qualche anno fa non solo hanno permesso, ma hanno addirittura agevolato questa trattativa nonostante ci fossero persone per bene pronte ad acquistare la Società;
Voi che sapevate che questi signori era vent'anni che provavano ad infilarsi nel Modena ma, per evidenti ragioni, non gli era mai stato permesso;
Voi (per fortuna non tutti) che con il cambio di proprietà avete girato le spalle a tutto quello che era stato prima;
Voi che per i vostri interessi ci avete umiliato;
Voi che non siete neanche di Modena ma siete venuti qui a mortificare una squadra centenaria, fiore all'occhiello della serie cadetta;
Voi che avete fatto fare a questa Società figure becere;
Ecco, a voi dico che spero che facciate un esame di coscienza e vi assumiate le vostre responsabilità. Ma soprattutto spero che questa retrocessione possa servire perchè ve ne andiate, per ripartire con gente seria che sa quello che fa. Perché noi meritiamo molto di più.
Per me, tre anni fuori dal Modena sono stati durissimi. Il mio cuore è rimasto in quegli uffici e su quel campo. Ci rialzeremo anche stavolta perché noi modenesi siamo così.
Il mio cuore è ora e per sempre gialloblù».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
