Stadio, per la Figc il ritorno al Cabassi resta complicato
Ieri visita informale dell’ingegnere federale Longhi che visiona la struttura senza dare indicazioni definitive
Carlo Longhi, ex arbitro internazionale ed attuale membro della Commissione Impianti Sportivi di Federcalcio e Lega Nazionale Professionisti, nel pomeriggio di ieri si è presentato allo stadio Cabassi. Una visita informale in quanto la società biancorossa attualmente è da considerarsi a tutti gli effetti un club di serie A (almeno fino alla conclusione dalla post season nella categoria cadetta). L’ingegnere della Federazione, che si trovava in zona e dunque ha approfittato dell’occasione per una capatina a Carpi, ha preso in esame la situazione del terreno di gioco, della sala stampa e degli spogliatoi oltre che degli spazi dedicati ai tifosi. Il nodo nella vicenda, ovviamente, è sempre il solito e dunque quello riguardante la capienza dello stadio. Una capienza che, almeno per il momento, non permetterebbe allo stesso “Cabassi” di ospitare la serie B nel campionato che inizierà dopo l’estate. Necessarie dunque sarebbero alcune importanti modifiche strutturali. Interventi che i tifosi biancorossi in primis stanno cercando di caldeggiare con diverse iniziative (non ultima la raccolta firme dei Guidato dal Lambrusco che sta ottenendo buoni risultati). Fatto sta che dalla visita non è emerso ancora nulla di definitivo. Facile comunque intuire che in calendario ci saranno nuovi appuntamenti che a differenza di quello di ieri saranno ufficiali e dunque più esaustivi. Nonostante sia prematuro arrivare a conclusioni che sarebbero affrettante, la sensazione è che la “strada Cabassi” sia sì percorribile, ma comunque ancora decisamente complicata da intraprendere. Sui tavoli delle parti chiamate in causa, i più attenti lo ricorderanno, c’è il progetto targato Cristiano Giuntoli che prevede l’ampliamento dei Distinti e la creazione di due nuovi settori (Curva di casa compresa). Il tutto per arrivare a quota 5.500 spettatori e permettere al Carpi di giocare la prossima serie B in città grazie ad una deroga. In ballo, poi, ci sarebbe anche il terreno di gioco con la sua ormai famosa “schiena d’asino” che non è affatto gradita alle televisioni.
Enrico Ballotti
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