Muzzarelli ascolta i tifosi: "Chiarezza sul Modena"
Il sindaco ha ricevuto un gruppo di quasi 50 fan canarini che gli hanno consegnato la maglia Caliendo Vattene da dare al patron gialloblù
MODENA. Un gesto simbolico per recapitare direttamente a Gian Carlo Muzzarelli il messaggio ormai condiviso da un’intera tifoseria, arrabbiata e ferita dal ritorno in serie C dopo 15 anni: “Caliendo vattene”, come si leggeva su una maglietta donata al sindaco per essere poi consegnata al diretto interessato, è il grido di battaglia con il quale una cinquantina di tifosi nel tardo pomeriggio di ieri si è presentata in piazza Grande per dare un ulteriore segnale alla città e soprattutto a chi la amministra.
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Il primo cittadino ha accettato il confronto, scendendo dal suo ufficio per un colloquio durato una decina di minuti nel corso del quale non ha potuto che ribadire l’impegno a chiedere chiarezza e trasparenza a Caliendo, quando l’attuale presidente del Modena si presenterà in Comune per affrontare temi di vitale importanza per il futuro del club.
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Di più non poteva succedere né ci si poteva dire, perché anche il sindaco ha fatto capire quanto limitati siano i margini di manovra dell’amministrazione di fronte alla volontà dell’attuale proprietà di andare avanti, almeno fino a quando non ci si siederà attorno ad un tavolo. L’incontro è stato del tutto interlocutorio, poteva e anzi doveva essere studiato in concerto tra le varie anime del tifo modenese anziché nascere ed essere promosso frettolosamente dall’azionariato popolare, se non è altro è servito per esporre al sindaco le paure dei tifosi di vedere allo sfacelo 104 anni di storia del club. Si potrà replicare e magari rimediare all’errore, vista la disponibilità del sindaco ad un nuovo colloquio dopo l’incontro con Caliendo, in programma la prima settimana di giugno. Si dovrà andare oltre il semplice “Caliendo vattene”, però, perché l’altro problema disarmante è l’assenza di alternative. Nessuno si è fatto avanti, come ha ben fatto capire Muzzarelli, prima di assicurare ai tifosi di non transigere più la mancanza di chiarezza sulla società: «Prima di tutto – ha detto – pretenderemo trasparenza. Ascolterò Caliendo, vedrò cosa avrà da dirmi, poi con me dovrà fare i conti su questioni fondamentali: gestione dello stadio, anche per questioni di dignità come la pulizia che oggi mi fanno vergognare, obbiettivi ed investimenti, per capire dove voglia andare a parare. Altrimenti si dovrà fare qualcos’altro. Caliendo impostore lo lascio dire a voi, non posso certo esprimermi così io. Mi limito a ribadire che, come amministrazione, siamo dalla parte della città e di una tifoseria che chiede di rispettare la storia ultracentenaria della sua squadra, sottolineando però che il Modena è una società autonoma e i nostri margini di intervento sono limitati. La realtà è che, seppur con ritardi mostruosi, Caliendo ha sempre pagato. “Meglio fallire” è un discorso che non ha senso, serve chi sia disposto eventualmente ad acquistare la società, ma al momento non mi pare ci sia».
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