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Modena, cinque anni con Macron. E Abodi bacchetta il sindaco

Modena, cinque anni con Macron. E Abodi bacchetta il sindaco

Il nuovo sponsor tecnico si presenta con grandi ambizioni Muzzarelli criticato per la foto con la maglia anti-Caliendo

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MODENA. A piccoli passi, in attesa di annunci e soprattutto degli obblighi da rispettare, Antonio Caliendo continua a costruire il suo nuovo corso alla guida del Modena. Prima di rientrare a Montecarlo, il presidente gialloblù ha ufficializzato tramite un comunicato congiunto l’accordo con Macron per la sponsorizzazione tecnica della squadra, dopo la scadenza del contratto triennale con Errea. L’azienda di Crespellano, che a Modena è legata anche alla pallavolo, prevede la fornitura di capi tecnici e di rappresentanza per tutte le formazioni del Modena. Due gli aspetti significativi: la durata quinquennale del contratto, che dunque scadrà al termine della stagione 2020/21, e le parole dell’amministratore delegato di Macron, Gianluca Pavanello. «Siamo molto orgogliosi e abbiamo voluto fortemente questa nuova partnership, che ci vedrà legati con uno dei club più rappresentativi del nostro territorio, dal forte carattere emiliano e soprattutto pronto ad un nuovo percorso, sicuramente ricco di successi e soddisfazioni». Un messaggio implicito di quello che potrebbe accadere nelle prossime settimane? Così lo si può interpretare, andando oltre il semplice pro forma. Caliendo, che ha benedetto la nuova partnership come “un tassello importante nella programmazione del futuro del Modena”, sta continuando a muoversi per rafforzare la società, non è intenzionato a mollare ma al suo rientro a Modena dovrà avere le idee ben chiare prima di presentarsi in Comune per l’incontro con il sindaco Gian Carlo Muzzarelli, da fissare a cavallo tra questa e la prossima settimana, e l’assemblea dei soci in programma martedì 14. A proposito di Muzzarelli, ieri il presidente della Lega B Andrea Abodi ha inoltrato una nota per contestare la forma, non la sostanza, del colloquio con i tifosi in piazza Grande la scorsa settimana: «Nel nostro lavoro quotidiano - si legge - riscontriamo quasi sempre la comune volontà delle amministrazioni locali e dei club di collaborare, nella buona e nella cattiva sorte sportiva, per offrire un’immagine dignitosa e positiva delle “nostre” città e del calcio, che ne è uno dei principali strumenti di promozione. Quasi sempre, perché a volte tra il sindaco e il presidente di una società possono nascere incomprensioni e diversità di vedute che ci possono stare, ma rattrista vedere chi rappresenta una comunità superare in pubblico il limite del rispetto e del decoro. Non entro nel merito delle valutazioni e delle ragioni che hanno portato il primo cittadino di Modena ad esprimersi e a comportarsi in modo ostile nei confronti di Caliendo. Dopo una dolorosa retrocessione, con tutte le sue ragioni e qualche evitabile incomprensione, credo sia normale, opportuno e necessario chiedere spiegazioni, ma sarebbe stato più corretto farlo con un po’ più di stile, evitando di farsi fotografare mostrando una maglietta con una scritta inequivocabile».

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