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Sboccia il tulipano d’oro

di Alessandro Bernini
Sboccia il tulipano d’oro

Vince l’Olanda di Van Basten, Gullit e Rijkaard. Azzurri fuori in semifinale

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Fu l’Europeo dell’Olanda, del trio delle meraviglie – Marco Van Basten, Ruud Gullit, Frank Rijkaard – che avrebbe fatto a lungo le fortune del Milan di Arrigo Sacchi, ma fu anche l’ultima competizione internazionale per l’Unione Sovietica prima del crollo del muro di Berlino.

L’edizione 1988 in Germania Ovest consacrò la nazionale orange che per la prima volta, dopo tanto bellissimo calcio e molti secondi posti, trionfò in una grande manifestazione. E come dimenticare quel fantastico gol che Van Basten segnò in finale proprio contro l’Urss, con un tiro al volo da posizione impossibile che si insaccò nell’incrocio dei pali? Un flash indelebile per una generazione che ha fatto di quel gol quasi un inno al gran calcio.

L’attaccante olandese acquistato dal Milan un anno prima, che si era presentato con una caviglia malandata, ed era partito in panchina nella gara di esordio, conquistò anche la classifica dei cannonieri con cinque reti, tra cui una tripletta rifilata all’Inghilterra, e la rete della vendetta, quella che decise la semifinale contro la Germania.

C’era anche l’Italia agli Europei in terra tedesca, con Azeglio Vicini in panchina il quale, dopo aver preso il posto di Enzo Bearzot, aveva lasciato a casa tutti i senatori e rinnovato ampiamente la squadra pescando nella Under 21 della quale era stato il tecnico fino al momento del gran salto.

E non andò poi così male per l’Italia, che anzi approdò alla semifinale grazie a un bel cammino. A quel punto perà la nostra nazionale si scontrò con l’armata sovietica del colonnello Valeri Lobanovskyi, e fu sconfitta.

Nel girone di qualificazione gli azzurri avevano fatto fuori Spagna e Danimarca, dopo essersi divisi la posta con i padroni di casa della Germania Ovest (1-1 con rete di Roberto Mancini). Contro gli spagnoli decise invece una rete firmata da Gianluca Vialli, mentre la Danimarca fu liquidata con un 2-0 che portò i timbri di Alessandro Altobelli e Luigi De Agostini.

In semifinale però non ci fu storia, l’Urss prevalse con autorità grazie a due reti in un minuto di Gennadi Litovcenko e Boris Protasov: una mazzata dalla quale gli azzurri non riuscirono a rialzarsi.

I sovietici avevano vinto il loro girone davanti proprio all’Olanda che poi ritrovarono in finale, ed eliminando Irlanda e Inghilterra. I giovani olandesi, sfavoriti dai pronostici, nella finale di Monaco piegarono i più esperti avversari. E a decidere furono proprio Gullit e Van Basten per il 2-0 finale. Fu l’inizio di una generazione di fenomeni, che consenti poi anche al Milan di salire sul tetto dell’Europa.

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