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Una maledizione di rigore

di Alessandro Bernini
Una maledizione di rigore

Italia fuori ai quarti e Donadoni cacciato, ma quella Spagna poi alzerà il trofeo

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Due paesi (Svizzera e Austria) per un Europeo che si annuncia molto incerto. La nobile esclusa è l’Inghilterra, mentre l’Italia di Roberto Donadoni è subito nel girone di ferro: il C che comprende anche Olanda, Francia e Romania. Sembra un film già visto, anche perché Italia e Francia tornano ad affrontarsi per la quarta volta in meno di due anni.

La prima fase non regala molte sorprese, l’unica delle big che soffre (e tanto) è proprio l’Italia. Anche perché il debutto è disastroso: 0-3 a Berna contro l’Olanda, poi un 1-1 in rimonta contro la Romania di Mutu. Così arriviamo all’ultimo turno con tanti dubbi sulla nostra nazionale, la calcolatrice in mano, e i cattivi pensieri su cosa possa fare l’Olanda (già qualificata) contro la Romania.

Invece ci salviamo: splendida vittoria contro la Francia (2-0, reti di Andrea Pirlo su rigore e raddoppio di Daniele De Rossi), mentre l’Olanda fa il suo dovere e batte 2-0 una Romania che esce tra scene di disperazione pura.

Negli altri gironi è rispettata la logica: avanzano Portogallo, Turchia, Croazia, Germania (che però passa da seconda), Spagna e Russia.

I quarti di finale sono roba da vietare ai deboli di cuore. Una partita più avvincente dell’altra. La Germania batte 3-2 il Portogallo grazie ai suoi uomini simbolo: Miroslav Klose, Bastian Schweinsteiger e Michael Ballack. Croazia-Turchia è uno spettacolo, al 119’ Ivan Klasnic porta in vantaggio i croati ma la Turchia pareggia negli ultimi secondi di recupero e poi trova la vittoria ai calci di rigore. Sorpresa il giorno seguente: ai supplementari la Russia fa fuori l’Olanda, che pure sembrava la squadra più in forma del torneo.

E nell’ultima giornata dei quarti, c’è Italia-Spagna. Partita equilibrata, il risultato non si sblocca al 90’, idem ai supplementari, poi ai rigori sono fatali gli errori dagli undici metri di De Rossi e Antonio Di Natale che si fanno parare le loro conclusioni da Iker Casillas. Neanche il tempo di rendersi conto che siamo usciti, e Donadoni è già fatto fuori: al suo posto torna subito Marcello Lippi, col quale l’accordo era già stato raggiunto da alcune settimane.

Le semifinali si aprono con la sfida temuta (per l’ordine pubblico) tra Turchia e Germania. Turchia avanti (1-0), rimontata (1-2), poi Semih Senturk trova il 2-2 all’86’. Sembra il gol che prolunga il sogno della squadra di Fatih Terim, ma proprio al 90’ Philipp Lahm trova il guizzo che regala il pass alla Germania. L’altra sfida invece è una formalità: la Russia resiste un tempo, poi crolla sotto i colpi di una Spagna troppo più forte. A segno Xavi, Daniel Guiza e David Silva.

La finale si gioca il 29 giugno all’Ernst Happel Stadion di Vienna, e c’è anche uno spicchio d’Italia in campo: la partita infatti è arbitrata da Roberto Rosetti. La Spagna sulla carta è leggermente favorita per un centrocampo fortissimo (Iniesta, Marcos Senna, Xavi, Cesc Fabregas e Silva nel 4-1-4- 1 prediletto dal ct Luis Aragones) e sul campo azzanna subito l’avversario: al 33’ Fabregas lancia Torres, El Nino si beve Lahm e con un perfetto pallonetto supera il portiere Jens Lehmann in uscita. La reazione della Germania? Piuttosto molle, e anzi nella ripresa è la Spagna che sfiora il 2-0. Ma basta il “golletto” di Torres: la Spagna torna a vincere un Europeo dopo 44 anni, il secondo della sua storia.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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