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D’Alessandro, Calamai e Baldini: «Una favola»

D’Alessandro, Calamai e Baldini: «Una favola»

Allenatore, capitana e direttore sportivo raccontano una scalata iniziata nell’anno del terremoto

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Tutti da elogiare, tutti da consegnare alla storia della società, ma il compito di raccontare quella che è una bella favola dei giorni nostri tocca a Pantaleone D’Alessandro, tecnico dei miracoli, Ilaria Calamai, capitana di lungo corso, e al direttore sportivo Stefano Baldini.

IL CAPOLAVORO DEL COACH

«Nel luglio post-terremoto incontrai per la prima volta il “diesse” Baldini. Cavezzo militava in Prima Divisione, cercava un nuovo allenatore, e tutto era incerto. Le prime settimane ci allenavamo ovunque trovassimo un campo, sparsi per la Bassa. Fu lì che capii quanto queste giocatrici e questi dirigenti fossero attaccati alla loro squadra. Tra le peripezie e le difficoltà logistiche iniziò a cementarsi un gruppo, che dimostrò da subito le sue qualità conquistando sul campo la promozione in serie D. Da allora, di settimana in settimana la squadra è cresciuta e anche i suoi risultati. Il gruppo storico, integrato da giovani e atlete in cerca di riscatto, macinava sudore e passione crescente. Tutto ciò ha portato al traguardo odierno, una serie C conquistata con 25 vittorie su 28 partite. L'empatia che si è creata tra me, le atlete, e lo staff, ci ha permesso di esprimere al meglio le nostre capacità, e andare oltre le aspettative di chiunque. Chiunque, ma non noi, noi ci abbiamo sempre creduto. E ciò che abbiamo ottenuto lo dobbiamo solo al lavoro costante e meticoloso che ad ogni allenamento abbiamo messo. Ora è tempo di festeggiare e di programmare il futuro. Non ci sentiamo affatto appagate, anzi, guardiamo già al prossimo traguardo. Un ringraziamento speciale va al mio aiuto allenatore Bertesi e al nostro “diesse” Baldini. E voglio dedicare un applauso ad ogni singola giocatrice che ha vestito la maglia del Cavezzo in questa storica stagione. A presto».

ILARIA: CAPITANA E LEADER

«Sono passati 6 anni dal primo allenamento con la Pallavolo Cavezzo. Ho iniziato con il campionato di Prima Divisione nel 2012/2013. Dopo il terremoto e dopo un inverno gelido con allenamenti passati in una struttura provvisoria che a stento raggiungeva i 10 gradi è arrivata la promozione in serie D. “Ci siamo date una scossa” è stato il motto che ha concluso il nostro campionato, un traguardo quello della serie D, raggiunto con il coach “Panta”, lo stesso coach che quest’anno ci ha portato alla promozione in serie C. Coincicidenze o meno, la promozione è arrivata lo stesso anno in cui abbiamo inaugurato la nuova palestra ricorstruita dopo il terremoto del 2012, un anno difficile ci ha portato in serie C, gli infortuni sono stati tanti, per fortuna ci hanno aiutato negli allenamenti e durante le partite le ragazze di della Terza e Seconda Divisione, non abbiamo mai mollato perché sapevamo che ce la potevamo fare. Il cuore e lo spirito di squadra ci hanno accompagnato per tutto l’anno. Grazie di cuore alla società, ai dirigenti e ai nostri due allenatori “Panta ed Enri” che hanno saputo incoraggiare le ragazze della squadra. Concludo citando il motto di questo anno pallavolistico, 2015/2016, coniato dal nostro coach e cioè “State Connessi”».

LA PAROLA AL DIESSE

«Sono più di 10 anni ormai che sono il “diesse” del settore femminile in questa società e questa storica promozione mi rende davvero felicissimo. Dopo tanti anni in campionato provinciale, l'arrivo del mister D'Alessandro ha portato una crescita tecnica esponenziale tanto da fare 2 promozioni in 3 anni e per questo non finirò mai di ringraziare un grandissimo allenatore come lui, calcolando che parte di queste ragazze sono le stesse che hanno fatto la prima promozione.

Per il futuro di sicuro faremo la C femminile provando quanto meno a salvarci, speriamo che questo massimo titolo regionale possa essere un buon biglietto da visita per portare tante persone in palestra e appassionare tanti piccoli futuri atleti! Aggiungo anche la soddisfazione enorme per un gruppo di ragazze così affiatate e così legate alla propria maglia».

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