Modena, il futuro chiama: giorni caldi per Caliendo
Il patron inizia la marcia di avvicinamento all’assemblea dei soci del 14 giugno Rapporti con il Comune, investimenti, progetto tecnico: per ora regna il silenzio
MODENA. È il momento della verità. Dopo una settimana che sembrava promettere le risposte tanto attese, in particolare dopo i rinnovi biennali di Giorico e Popescu, Antonio Caliendo ha fatto calare un silenzio che non si capisce quali esiti possa portare. Avrà voluto nascondere le enormi difficoltà nel trovare quei soci da presentare al momento di quelle “novità importanti” preannunciate subito dopo la sconfitta di Novara che ha riportato il club canarino in Lega Pro? Possibile, ma non è da escludere che l’ex re dei procuratori abbia estratto l’ennesimo coniglio dal cilindro e sia pronto ad ostentarlo davanti ai tanti detrattori. Da ostentare, a dire il vero, non ci sarà comunque nulla, perché la base di partenza resta la macchia di una retrocessione a quindici anni di distanza dall’ultimo campionato vissuto nella vecchia serie C. La preoccupazione dei tifosi è grande e questo silenzio non ha fatto altro che esasperarla, a maggior ragione per il timore non ancora fugato di un fallimento che cancellerebbe di colpo 104 di storia del Modena. Caliendo ha promesso che quest’incubo non si materializzerà, che comunque andranno le cose iscriverà la squadra, continuando a chiedere fiducia in un momento nei quali questa ha inevitabilmente raggiunto i minimi storici. Nove giorni: tanto gli resta a disposizione per reperire le risorse necessarie a far fronte ai primi obblighi, ripianare i debiti e ricapitalizzare la società per una cifra complessiva di oltre due milioni nell’assemblea dei soci convocata per martedì 14. Non potrà ridursi all’ultimo, il patron, a maggior ragione senza la certezza che nessuno lo possa poi accompagnare nella sua avventura a Modena. In questa settimana, dunque, andrà chiarito tutto con franchezza, le carte devono essere scoperte. È quanto chiede anche il Comune, dopo due incontri rinviati e con le rate del mutuo sul Braglia relative all’ultima stagione non ancora pagate, e quanto si aspetta chi in questo momento vorrebbe rilevare il club, a partire dagli imprenditori rappresentati da Marco Ballotta (ma attenzione a Bonacini...). C’è poi l’aspetto sportivo, ora chiaramente in secondo piano ma non da sottovalutare: Caliendo ha promesso a Bergodi un direttore sportivo navigato con il quale impostare un progetto tecnico di spessore, condizione necessaria per trattenere il tecnico di Bracciano. Nessun nome, però, è ancora stato fatto a parte quello di Fabrizio Larini, che tra l’altro continua a smentire qualsiasi tipo di trattativa. Anche qui servirà un’accelerata o si rischierà di perdere pure Bergodi.
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