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La morte di Salom: errore umano

La morte di Salom: errore umano

Motomondiale: frenata troppo ritardata secondo l’esame della telemetria

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BARCELLONA. C'è voluta la tragedia di Luis Salom perché il Motomondiale ritrovasse il suo spirito sportivo. La scomparsa del giovane spagnolo in Moto2 ha riportato i protagonisti alla realtà. Così Rossi e Marquez, primo e secondo a Barcellona, nel parco chiuso, quasi otto mesi dopo Sepang sono tornati a stringersi la mano. «Era necessario - ha ammesso Rossi -. Non dico che tutto tornerà come prima, ma dopo quanto accaduto capisci quali siano le cose davvero importanti».

L'esame della telemetria, nel frattempo, ha accertato che l'incidente è stato causato non da un guasto meccanico ma da un misto di fatalità ed errore: una frenata ritardata, in corrispondenza di un dosso dell'asfalto alla curva 12, sulla quale il pilota è passato con la leva tirata. La gomma anteriore - già stressata - ha perso aderenza, causando la caduta. Quanto alla gara, il Montmelò ha confermato che la Yamaha è ancora la moto da battere. «Prima che il weekend iniziasse pensavamo di lasciare Barcellona con un'altra doppietta. Poi, nelle prove, abbiamo avuto un sacco di problemi di usura sulla gomma anteriore, inaspettati - ha raccontato Mario Meregalli, ds della Yamaha - Venerdì è successo quel che è successo, quindi le modifiche al circuito. Perciò abbiamo dovuto iniziare a lavorare per dare maggior agilità alla moto, essendo molto performante nei curvoni veloci, ma più pesante nello stretto. Abbiamo fatto molte modifiche. Sabato Rossi ha deciso di provare un set up diverso nel warm up che è stato ottimo, ma c'era ancora l'incognita delle gomme in gara».

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