L’impresa della Fanton Lorenzetti: «Eccezionali»
«Alcuni giocatori li conosco dai tempi della mia prima esperienza a Modena» Coach Bicego: «Noi come il Leicester? No, la nostra è solo una... favoletta»
«Una grande vittoria». La voce di Gianni Fanton testimonia la sua esultanza.
«È un risultato inaspettato e bellissimo - spiega il presidente degli Struzzi - ho ricevuto i complimenti da tutte le altre società che ci conoscono».
Smaltita l’euforia per la gioia del recente passato, c’è da fare i conti con il presente per pianificare il futuro. «Non abbiamo ancora deciso niente - specifica il numero uno di Modena Est - sapremo qualcosa di più preciso nei prossimi dieci giorni. Ci dobbiamo trovare con lo staff, i ragazzi e la polisportiva. Ci sono già alcune voci, ma non abbiamo parlato di vendere il titolo».
I meriti del presidente per la conquista del sogno sono riconosciuti dall’allenatore.
«Ha avuto fiducia nel gruppo per anni - tributa Roberto Bicego - dando continuità al progetto e non montandosi mai la testa. In queste settimane non ha mai messo pressioni nei ragazzi: è stato eccezionale. Fanton ha capito che i ragazzi stavano dando il cento per cento. È stata questa la forza che ci ha permesso di vincere».
Il tecnico riconosce il valore dell’impresa.
«Ho sentito paragoni con Ranieri - aggiunge l’allenatore, ricordando il successo del Leicester nella Premier League di calcio - ma lasciamo stare. Di sicuro è una piccola favoletta, molto bella».
All’inizio della stagione l’asticella era fissata ai playoff, ma non oltre.
«È stata una vittoria completamente inattesa che va al di là di ogni aspetto razionale. Come sempre, ci vuole un minimo di buona sorte. Nonostante i problemi avuti con l’opposto (Boesso), Lagonegro non ha mai mollato. Noi abbiamo avuto Astolfi con uno stiramento da tre settimane, Bartoli ha avuto problemi. Bisogna fare un monumento a questa squadra: è eccezionale».
Sarebbe stato difficile altrimenti inanellare dieci vittorie di fila (e diciannove in tutta la stagione regolare). La svolta è avvenuta intorno al giro di boa.
«L’inizio di stagione è stato tribolato - ricorda l’allenatore - ma con l’ultima partita d’andata (3-0 in casa contro la Cec Carpi) qualcosa è scattato. Abbiamo iniziato a giocare più di squadra, mettendo più attenzione nei muri, nelle difese, nei contrattacchi. Soprattutto, abbiamo messo a posto la ricezione sulla battuta flottante: era stato un po’ il tallone d’Achille nelle prime partite. Astolfi e Bartoli sono una garanzia. Mi hanno stupito più di tutti i centrali. Sono ragazzi che sono cresciuti da noi e che sono sempre stati ritenuti dagli altri non di categoria, come gli schiacciatori. Hanno dato loro il contributo grosso».
«Modena è un ambiente eccezionale per la pallavolo - riprende Angelo Lorenzetti - se si potesse fare ancora più rete si potrebbero fare cose ancora più importanti. Abito anche a Modena. Alcuni giocatori della Fanton li venivo a vedere la prima volta che venni a Modena. È la società in cui ha iniziato a lavorare mia moglie, l’allenatore era un mio carissimo amico. Mi stupivo che i rossoneri potessero giocare in quella serie. Per Modena non è una sorpresa: è una città che “sforna” tanti giocatori. Pochi arrivano ad altissimo livello, ma se si aumenta la capacità del lavoro ci sono approdi più naturali per tutti i ragazzi. Il gialloblù mancherà al di là dei risultati ottenuti. Mi mancherà il gruppo dei ragazzi, straordinario, e lo staff, fedele, attaccato e a me vicino. È un’esperienza che abbiamo vissuto bene, un privilegio». (g.f.)
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