Carpi al Cabassi: lunedì si decide
Serie B. Grassani in città per trattare gli ultimi dettagli, accordo non scontato, ma possibile
Cabassi sì, Cabassi no: la telenovela delle ultime due settimane dovrebbe terminare lunedì prossimo, quando l'avvocato Mattia Grassani sarà di prima persona a Carpi per trattare col Comune gli ultimi dettagli della convenzione. Due i nodi da sciogliere: il primo riguarda le garanzie dei pagamenti. Nella controproposta fatta dalla società sono presenti penali per eventuali ritardi. Una condizione difficilmente accettabile per il Comune, che in quanto Pubblica Amministrazione deve comunque sottostare a normative nazionali. L'altro è quello del 2018: per quella data, le prescrizioni della Lega Serie B prevedono l'abbattimento dei velodromi. Una situazione scomoda, dalla quale il Carpi vorrebbe svincolarsi completamente, e per la quale l'Amministrazione preferirebbe mantenere comunque un impegno della società. Perché la trattativa possa avere una conclusione felice, devono sciogliersi entrambi. Che si stia arrivando alla decisione finale lo dimostra anche la presenza di Grassani. Da tempo collaboratore del Carpi, è l'uomo di fiducia per quanto riguarda le questioni legali. Quella convenzione firmata nel 2013, forse con troppa fretta, deve ancora scottare, quindi questa volta la società vuole passare al microscopio ogni carta. L'esito dell'incontro non è scontato ma il fatto che già ieri Marcello Braglia, titolare dell'omonima ditta di costruzioni carpigiana cui erano stati affidati i lavori di adeguamento nel 2013, fosse allo stadio con un suo geometra per prendere le misure sotto la curva di casa, lascia pensare che l'accordo possa essere davvero a un passo. I progetti sul tavolo sarebbero più di uno perché le alternative potrebbero aiutare a passare le forche caudine della Commissione Provinciale di Vigilanza. Prima di tutto, però, ci vorrà lunedì l'accordo tra Comune e Amministrazione. Poi si potrà parlare di progetti. Al momento l'ipotesi più gettonata pare essere quella di un secondo anello di curva costruita sotto quella attuale. Andranno però create via di fuga, e quindi è probabile un abbattimento parziale del velodromo. Poi occorrerà trovare una soluzione per il tunnel degli spogliatoi.
UN RITIRO EVOCATIVO
Nel frattempo, e sempre in attesa delle decisioni ufficiali su Giancarlo Romairone e Fabrizio Castori, la società sta iniziando a pianificare la prossima stagione. Il ritiro sembra essere Pergine Valsugana, in strutture già utilizzate in passato, tra le altre, da Cagliari e Venezia. Un luogo diventato famoso per una delle bizzarrie del presidentissimo Zamparini, che nell'estate del 2002 prelevò proprio dal ritiro di Pergine 12 giocatori del Venezia, di cui aveva appena lasciato la presidenza. Li caricò su un pullman e li trasferì a Longarone, dove si allenava il Palermo, acquistato da pochi giorni. Alla fine di quella stagione, nonostante vari problemi societari, i lagunari si salvarono in Serie B. Si sopravvive anche ai tiri mancini di Zamparini.
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