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Modena: Caliendo paga, ma è ancora una promessa

Marco Costanzini
Antonio Caliendo, patron del Modena
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Antonio Caliendo, patron del Modena

Il patron annuncia l'avvenuta ricapitalizzazione del club e il ripianamento delle perdite: coperto il 25% del milione necessario con l'impegno ufficiale della WPC di coprire il resto a breve 

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MODENA. “L’Assemblea Straordinaria degli azionisti del Modena F.C. in data odierna ha provveduto a dare integrale copertura delle perdite realizzate al 31/12/2015 e alla ricostituzione del capitale sociale. Nei prossimi giorni, comunque nei termini, sarà completato l’iter per la regolare iscrizione al Campionato Nazionale Lega Pro Divisione Unica Stagione Sportiva 2016/17. Sempre nel segno di “Forza Modena”. Bisogna partire da qui, cioè dal comunicato ufficiale pubblicato sul sito del Modena alle 16.40 di ieri, per raccontare quanto accaduto nell’assemblea straordinaria dei soci convocata da Antonio Caliendo presso la sede di viale Monte Kosica poco più di un’ora prima. Doveva essere il giorno della verità, si diceva, e all’apparenza così è stato. Se ci si fermasse alla semplice lettura di un comunicato, infatti, tutto sembrerebbe a posto, il presidente avrebbe adempiuto a tutti i suoi doveri e il Modena avrebbe salvato 104 anni di storia, oltre ad un futuro garantito nella vecchia serie C.

In realtà lo scarno e al tempo stesso entusiastico comunicato risulta lacunoso, nascondendo la realtà dei fatti ed evitando di specificare nei dettagli l’operazione approvata, che è ben diversa dal versamento di soldi freschi nelle casse del Modena. Perché questi, al momento, in buona parte ancora non ci sono e dovranno essere reperiti, con scadenze posticipate che comunque sono state garantite in un atto pubblico. Le perdite al 31 dicembre 2015 ammontavano ad una cifra vicina ai due milioni (e, si badi bene, non si parla di debiti complessivi del Modena): ieri la World Promotion Company, società lussemburghese della quale Caliendo è consigliere e che detiene al 98,7% delle quote del club canarino, ha rinunciato ad un credito di 1,1 milioni già versato nelle casse del Modena come prestito infruttifero utilizzandolo a parziale copertura delle perdite e ricostituzione del capitale sociale, impegnandosi poi con un atto pubblico, che verrà dunque registrato, a versare la rimanenza entro il 15 luglio.

Tutto questo alla presenza di Sylvie Theisen, amministratrice della WPC, tramite un’operazione contabile fatta, stando a quanto si capisce, nel pieno rispetto delle leggi nonché possibile garantendo immediatamente un 25% della somma complessiva (probabilmente conteggiato nel milione e centomila euro precedente). Per provare a fare chiarezza: mancano circa 900mila euro ed entro il 15 luglio andranno trovati, di fatto non si sono visti soldi nuovi che garantiscano al Modena l’attuale sopravvivenza, cioè l’abbattimento debiti, ma pure la stagione a venire. C’è però un atto pubblico, non più la semplice parola di Caliendo, che sancisce l’impegno a reperire i soldi necessari per compiere il primo passo. Che, così si dice, è stato praticamente assicurato da chi ieri era accanto a Caliendo e a Theisen, inavvicinabili nel momento di ingresso ed uscita dalla sede anche per la quarantina di tifosi che ha voluto far sentire il proprio grido di protesta. All’operazione di ripianamento dei debiti e ricostituzione del capitale sociale ha provveduto Gian Carlo Guidi per il suo 0,3%, mentre Andrea Gigliotti (azionariato popolare Coop Modena Sport) si è preso 15 giorni di tempo e il suo 1% è stato momentaneamente sottoscritto da WPC. In pochi giorni a Caliendo serviranno però altri soldi: in tutto si parlava 1,7 milioni tra adeguamento ai parametri Covisoc, iscrizione al campionato e pagamento di tre mensilità ai tesserati, cifra pronta a ridursi perché proprio ieri è stato dato il “la” al versamento degli stipendi.

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