Quel senso di rischio che tormenta il Canarino
Chi ha visto Antonio Caliendo in questi giorni, narra di un uomo molto tranquillo e sicuro di poter far fronte ai propri impegni. La stessa serenità vorrebbero averla anche i tifosi del Modena e...
Chi ha visto Antonio Caliendo in questi giorni, narra di un uomo molto tranquillo e sicuro di poter far fronte ai propri impegni. La stessa serenità vorrebbero averla anche i tifosi del Modena e tutti quelli che, in un qualche modo, tengono al club canarino. La ricapitalizzazione della società e anche il ripianamento delle perdite, come recita il comunicato ufficiale del Modena FC, è formalmente avvenuto. Ma è stato versato solo il 25% della cifra che serviva, quota necessaria per potersi garantire un po’ di tempo in più. Proviamo a credere alla buona fede: l’impegno ufficiale, legato a un atto pubblico e impugnabile, preso dalla World Promotion Company, rappresenta una garanzia che a breve i quattrini arriveranno tutti. Conforta anche il fatto che siano stati pagati gli stipendi. Ma il Modena è sempre sul filo del rasoio? Antonio Caliendo, che probabilmente ha trovato chi può dargli una mano o sta valutando la soluzione di vendere la società al gruppo rappresentato da Ballotta (ma è bene non perdere d’occhio Stefano Bonacini), aveva l’occasione non certo di farsi perdonare per una retrocessione che ha macchiato la storia del calcio geminiano, ma almeno di ripartire senza ricorrere a escamotage finaziari, legittimi, ci mancherebbe, ma che di sicuro non allontanano quella sensazione di precarietà e rischio che aleggia attorno al Canarino. Invece, rieccoci col terrore delle scadenze tra cui quelle del 26 e 30 giugno necessarie per rientrare nei parametri Covisoc e iscrivere la squadra alla Lega Pro. Che finanziariamente sarà un bagno di sangue nonostante il brodino dei 750mila euro rappresentati dal paracadute per la retrocessione. C’è un progetto tecnico da creare probabilmente con Bergodi, ma soprattutto con la figura di un direttore sportivo capace ed esperto di serie C. Le scommesse, l’improvvisazione e il rischio hanno portato il Modena in C. È così dura imparare la lezione? (p.v.)
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