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Modena, Ballotta aspetta le mosse di Caliendo

di Marco Costanzini
Modena, Ballotta aspetta le mosse di Caliendo

La cordata dell’ex portiere pronta a sferrare l’attacco, ma regna il mistero sul progetto del patron ora atteso dal sindaco. Altri movimenti dietro le quinte

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MODENA. Districarsi nel ginepraio del Modena è diventato uno sport olimpico. Dal 20 maggio scorso, giorno della retrocessione in Lega Pro, il club canarino si è infilato in un tunnel nel quale non si vede un filo di luce. Situazione societaria esclusivamente nelle mani di Antonio Caliendo impegnato a reperire i fondi per rimettere in sesto i conti e iscrivere la squadra al prossimo campionato di terza serie. Ci si aspettava un segnale forte dall’assemblea dei soci di martedì, ma al di là dell’annuncio squillante del Modena sul ripianamento delle perdite e la ricostituzione del capitale sociale, bisogna prendere atto della copertura di parte della somma richiesta (1 milione) dall’operazione e dell’impegno ufficiale preso dalla World Promotion Company, la società lussemburghese proprietaria del Modena, di versare a breve i restanti 900 mila euro. Caliendo ha superato formalmente il problema, ma il versamento necessario per rimpolpare le casse del club canarino deve ancora essere effettuato.

Il patron canarino, poi entro, il 24 dovrà riportare il Modena dentro i parametri Covisoc (saldando tutti gli stipendi) per poter iscrivere la squadra al prossimo campionato, passo che ha garantito nel dopo Novara e anche nell’assemblea dei soci. Ma per essere in regola con la Commissione di Vigilanza sulle Società servirà un altro bagno di sangue finanziario da parte dell’attuale proprietà che poi dovrà anche programmare un budget per allestire un progetto tecnico di cui, a parte la conferma di Bergodi e di alcuni giocatori tra cui Giorico e Popescu, non c’è traccia.

La domanda che ormai tormenta il popolo geminiano è: ce la farà Caliendo? Il patron non parla, si è trincerato dietro un silenzio assoluto e nei prossimi dieci giorni sarà atteso dalla prova della verità sotto l’aspetto finanziario perchè dovrà allontanare coi fatti l’impressione che ormai ha tutta la città di una proprietà in grave affanno. Nel frattempo, però, si sta muovendo contattando direttori sportivi (oggi sembra essere Guglielmo Acri il favorito) da affiancare a Bergodi per iniziare a costruire una squadra che a Modena, dopo una retrocessione, deve avere come primo obiettivo almeno la caratura per poter lottare per la promozione. Contemporaneamente Caliendo ha aperto un fronte iniziando una trattativa con la cordata rappresentata da Marco Ballotta che dovrebbe annoverare anche imprenditori modenesi come Grampassi e Dino Piacentini. Ballotta sta monitorando ogni mossa di Caliendo e, dopo l’incontro di venerdì scorso, è deciso ad incontrare nuovamente l’attuale proprietario per cominciare a studiare il passaggio totale delle quote dalla WPC (che detiene il 98,7% del Modena Fc) al gruppo rappresentato. Che ripartirebbe da Bergodi, ma vuole assolutamente trovare conti in regola, situazioni finanziarie sistemate e una società sgravata dai debiti. Entro il fine settimana Caliendo e Ballotta dovrebbero incontrarsi.

E dalla vicina Carpi, segue ogni vicenda gialloblù con la massima attenzione Stefano Bonacini che avrebbe il massimo gradimento del sindaco Muzzarelli il quale, domani, vedrà finalmente Caliendo.

È di ieri la notizia di un contatto per ricoprire la carica di direttore generale tra il Modena e Raffaele Ferrara, ex Reggiana, uomo di fiducia di Pietro Vavassori, imprenditore di Milano già conosciuto nel calcio per i precedenti con la Pro Patria, la Reggiana stessa, e il recente tentativo di entrare nel Varese.

E si registra pure un certo interesse per il Modena da parte di Francesco Agnello già in azione prima della cessione del club a Caliendo.

 

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