Il pubblico sfida la pioggia È ok la macchina Sporting
SASSUOLO. Se già di per se’ la terra rossa ha un fascino particolare, il colpo d’occhio dei giovani agonisti e dei maestri di tennis dello Sporting Club Sassuolo di bianco e blu vestiti – che hanno...
SASSUOLO. Se già di per se’ la terra rossa ha un fascino particolare, il colpo d’occhio dei giovani agonisti e dei maestri di tennis dello Sporting Club Sassuolo di bianco e blu vestiti – che hanno sfilato sui terreni di gioco protagonisti delle due finali di ieri – ha dato quel tocco di colore in più ad un Torneo – il Memorial Rossini - che ha confermato anche quest’anno il successo delle passate cinque edizioni.
Un successo che è frutto di una macchina organizzativa notevole che ieri si è presa un più che meritato plauso. Oltre ai ragazzi della Scuola Tennis dello Sporting – molti dei quali raccattapalle sui campi delle finali dove, alcuni di loro, appena adolescenti, si sono fatti anche “distrarre” dalla bellezza femminile delle due tenniste finaliste – il merito della riuscita del Torneo è da tributare al supervisor Pierluigi Grana, a tutti gli arbitri intervenuti e agli sponsor, così come alle due anime dell’evento che hanno lavorato giorno e notte perché la sua organizzazione fosse impeccabile: Mauro Franchini e Gianprimo Nicolini. Entusiasta poi il pubblico che, soprattutto in occasione delle semifinali e delle finali, è accorso numeroso (circa 300) lasciandosi andare anche al gossip.
“Avete sentito di Mesaros e della disavventura delle racchette frantumate?” era la curiosità che serpeggiava per la maggiore sulle tribune del campo centrale ieri, prima che il tennista croato vincesse, a furor di popolo, la sesta edizione del Torneo. (vale.c.)
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