Paltrinieri: «Non vedo l’ora di affrontare Sun Yang»
Il fuoriclasse carpigiano si sta preparando per l’Olimpiade di Rio de Janeiro «Spero di sfidare il cinese nei 1500 per batterlo e avvicinarmi al suo record»
CARPI. La differenza dovranno farla quei 14 secondi. Di tanto, negli ultimi quattro anni, Gregorio Paltrinieri ha abbassato il suo tempo nei 1500 metri stile libero. Era il 2012 quando un diciassettenne semisconosciuto si apprestava ad essere protagonista nella prima Olimpiade della sua carriera: finale e quinto posto, niente male. «Da quel giorno – dice l’atleta della Polizia – è iniziata la mia preparazione a Rio de Janeiro. Tante tappe di avvicinamento che si concluderanno con i Giochi in Brasile». L’ultima stagione sportiva, in particolare, è stata piena di impegni: «Vero. Solitamente ho sempre preferito allenarmi molto e gareggiare poco, ma in questo caso abbiamo deciso di cambiare il programma. I campionati assoluti italiani e l’Europeo in Inghilterra sono state le prove generali. Sono soddisfatto per come è andata, soprattutto per i due ori e il record continentale ottenuto a Londra». Guarda caso ancora Londra, proprio dove tutto è partito: «Le sensazioni sono buone, in questi giorni sto lavorando a Carpi prima di andare ad Ostia in “isolamento” da solo per allenarmi. Rispetto alla scorsa Olimpiade le pressioni sono maggiori e anche le aspettative non scherzano. Toccherà a me gestire il tutto e farmi trovare pronto». Per centrare una medaglia e magari sfidare Sun Yang, fortissimo quanto sfuggente campione cinese: «Sono molto concentrato su me stesso, anche se mi sembra arrivato il momento di sfidare Sun. Quest’anno ha provato tutte le distanze tranne i 1500, ma credo che ai Giochi si presenterà ai blocchi di partenza anche nella gara più lunga. Anzi lo spero perché mi piacerebbe affrontare tutti i migliori e cercare di battere proprio l’atleta asiatico avvicinandomi, magari, al suo record mondiale». Serviranno dunque lavoro, concentrazione e disciplina. Nel mezzo, però, bisognerà anche respirare il famoso clima olimpico: «Nel primo periodo non mi presenterò al Villaggio, l’attesa per quanto mi riguarda si svilupperà tutta a Santos. Solo alcuni giorni prima dell’appuntamento mi unirò al resto degli atleti, ma ho comunque chiesto di poter restare a Rio anche una volta terminati i miei impegni. Mi piacerebbe assistere ad alcune partite di basket, tennis e pallavolo. Oppure incontrare qualche campione: i cestisti americani e il nostro saltatore Tamberi in particolar modo». A proposito di pallacanestro: «Quella appena conclusa è stata una bellissima serie di finali in NBA, sono un grande appassionato e anche se ho preferito non svegliarmi la notte, l’allenamento giornaliero prevede sempre 16-18 chilometri, sono riuscito a gustarmi la sfida tra Golden State e Cleveland in differita. La fatica più grande è stata quella di evitare che qualcuno mi anticipasse il risultato. Per questo, dopo gara-7, mi sono presentato in piscina a Carpi con tanto di cuffie e musica a palla. Non ho parlato con nessuno e c’è chi avrà pure pensato: “Come è scortese quel Paltrinieri…”». Le cuffiette che non mancheranno nella valigia già quasi pronta per il Brasile: «Rap e hip-hop prima di ogni gara. Il ritmo mi entra dentro e anche durante i 1500 metri continuo a ripetermi la melodia in testa. A volte mi ricordo solo il ritornello e per un quarto d’ora circa, mentre nuoto, “canticchio” tra me e me sempre lo stesso pezzetto di canzone…».
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