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Bergodi se ne va, il Modena nel caos

 Bergodi se ne va, il Modena nel caos

A sole 24 ore dal rifiuto ricevuto dal direttore sportivo Acri, arriva la decisione del tecnico che sceglie l’addio

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Ormai è caos assoluto, il Modena fa passi indietro anziché in avanti proprio nella settimana decisiva per il suo futuro, quella che entro domani dovrà portare all’iscrizione al campionato di Lega Pro per scacciare definitivamente le nubi minacciose del fallimento. Il club canarino continua a perdere pezzi e da ieri si ritrova anche senza allenatore: come era nell’aria, di fronte alla perdurante assenza di quelle garanzie richieste, Cristiano Bergodi ha comunicato ad Antonio Caliendo di non essere più disposto ad aspettare. Decisivo, ovviamente, il fatto che lunedì Guglielmo Acri avesse declinato la proposta di diventare il nuovo direttore sportivo del Modena, lasciando vuota una casella di fondamentale importanza nella programmazione della prossima stagione. La situazione ha quasi del ridicolo, ma purtroppo c’è ben poco da ridere. In ventiquattro ore Caliendo ha incassato un doppio rifiuto, rendendosi protagonista di un autogol degno dei tanti obbrobri sul campo ai quali si è dovuto assistere nel campionato scorso. Pensava di aver la situazione in pugno, il presidente del Modena, talmente tanto da far pubblicare un comunicato per annunciare direttore sportivo ed allenatore proprio nel giorno nel quale serviva solo la comunicazione che nella sua corsa contro il tempo per trovare i soldi necessari alla sopravvivenza del Modena si era aggiunto un altro tassello fondamentale come il pagamento di tre mesi di stipendio ai giocatori. Acri e Bergodi questa settimana erano attesi – secondo quanto si leggeva – per firmare il contratto dopo aver parlato di mercato e date della preparazione estiva. Ai due devono essere fischiate le orecchie, perché da Caliendo ancora dovevano ricevere risposte concrete, prima tra tutte quella relativa al budget per la prossima stagione, e confrontandosi hanno riscontrato le stesse perplessità. Da qui la scelta di defilarsi. L’assurdità è che oggi, 29 giugno, sono passati esattamente quaranta giorni da quando il Modena è retrocesso in Lega Pro. In una situazione societaria solida e chiara, con Bergodi che si era detto disponibile a restare ed aveva già le idee chiare su come provare ad inseguire l’immediato ritorno in B, sarebbe bastato davvero poco: un direttore sportivo competente e chiarezza sul budget. Ma di quale budget si può parlare quando in tutto questo tempo non sono ancora stati trovati tutti i soldi necessari a sanare le casse della società?

L’attuale proprietà si è trincerata dietro a un silenzio assordante e, così come è, non può che avere le ore contate. La speranza dei tifosi è che stia lavorando per sistemare il più possibile i conti, iscrivere la squadra e poi vendere la società per garantirle un futuro degno, ma il fatto che siano stati contattati direttori sportivi può far pensare diversamente. Solo Caliendo, che in questi giorni nemmeno è in città, può saperlo. Prima, però, c’è un obbligo: garantire l’iscrizione al campionato.

Marco Costanzini

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