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Nora nel Settebello per le Olimpiadi

di Davide Berti
Nora nel Settebello per le Olimpiadi

Il commissario tecnico esclude l’altro modenese, Baraldi. Per il mancino una grande gioia: «Il difficile viene adesso»

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Adesso è ufficiale: Alessandro Nora, modenese doc, mancino in forza a Brescia, è uno dei 13 atleti azzurri che vestiranno la calottina dello storico Settebello alle Olimpiadi di Rio che inizieranno tra meno di tre settimane. Una convocazione inseguita a forza di sacrifici e arrivata meritatamente per il 29enne cresciuto nella Modena Nuoto.

Non parte per il Brasile, invece, centroboa Fabio Baraldi, escluso dal commissario tecnico Sandro Campagna. Nora ha appreso come tutti della convocazione ieri pomeriggio, al termine dell’Otto Nazioni di Bor, dove il ct si è tolto gli ultimi dubbi. E così il talentuoso attaccante farà parte di una nazionale tra le più prestigiose quando si parla di Olimpiadi.

Quando hai saputo che saresti stato selezionato?

«Dopo l’ultima partita qui in Serbia, sono ancora emozionato».

Te lo aspettavi?

«Dalle ultime scelte potevo immaginarlo, ultimamente si capiva l’assetto che il commissario tecnico voleva dare al gruppo. Ma fino alla fine non si sa mai, meglio parlare solo quando è tutto ufficiale. Ed eccomi qua, con tanta gioia».

La prima telefonata dopo aver saputo della convocazione olimpica?

«In realtà ancora a nessuno. Siamo in Serbia e rientreremo in Italia domani - oggi, ndr - il segnale non è sempre dei migliori, anche il wifi va quando vuole. Ho sentito le persone più care, parenti e amici, via messaggio. E fa sempre un grande piacere sapere di avere vicino a te tante persone che ti sostengono».

Il ct Campagna cosa ti ha detto?

«Nessun discorso ai singoli per ora, un colloquio generale con tutti, dove ci ha motivato ad andare avanti con entusiasmo».

Quello non mancherà a poche settimane dalle Olimpiadi...

«Non manca certo l’entusiasmo, ma non manca nemmeno la consapevolezza che questo, da qui all’esordio, sarà comunque il periodo più duro, fatto di concentrazione e grande attenzione a rimanere al cento per cento della forma. Due anni fa non giocai l’Europeo per un infortunio alla vigilia, e quella delusione me la ricordo ancora...».

C’è stato un periodo, circa un anno fa, nel quale eri uscito dal giro della nazionale maggiore, quando Campagna però ti chiese di fare il capitano alle Universiadi.

«Mi affidò quell’esperienza, e gli sono grato. Certo, venni anche escluso dalla prima squadra e la cosa non mi fece piacere, come penso a chiunque, ma ho sempre lavorato con grande serietà e determinazione ricambiando la fiducia e giocandomi ogni possibilità, su qualunque palcoscenico».

E sei tornato tra i “grandi”.

«Ho capito che potevo stare nel gruppo al torneo preolimpico: esperienza durissima, di grande lavoro e sacrificio, ma ho fatto belle partite».

A chi dedichi questo momento?

«A tutta la mia famiglia: i miei genitori, i nonni, la mia fidanzata, tutti allo stesso livello».

Che Italia ci dovremo aspettare a Rio?

«Molto combattiva, di carattere, che dovrà vedersela con squadre di altissimo livello. Sappiamo che ci sono molte aspettative su di noi, ma è anche vero che già il girone è durissimo, non certo una passeggiata. Ci sono dieci squadre che possono ambire ai piani alti, quindi sarà davvero un torneo molto complicato».

@dvdberti

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