Cecilia Camellini, terzo sogno olimpico «Sempre la solita, grande emozione»
Poco più di un mese e la terza avventura di Cecilia Camellini ai Giochi Paralimpici sarà realtà. La campionessa 24enne formiginese ha voluto presentarla ieri in una cornice a lei familiare come...
Poco più di un mese e la terza avventura di Cecilia Camellini ai Giochi Paralimpici sarà realtà. La campionessa 24enne formiginese ha voluto presentarla in una cornice a lei familiare come quella delle piscine Dogali, dove da anni si allena, in attesa di tuffarsi in acqua nella vasca dell’Olympic Aquatics Stadium di Rio de Janeiro dal 9 settembre. Assieme a lei Matteo Poli, il tecnico che la segue quotidianamente e che la accompagnerà nella spedizione in Brasile, il presidente della società che l’ha accudita e cresciuta in acqua, Ettore Pacini della Asd Tricolore Reggio Emilia, e i rappresentanti delle istituzioni che accompagnano il suo percorso: dall’assesore allo sport Giulio Guerzoni e Paola Francia al presidente di Uisp e Dogali srl Giorgio Baroni, che sostengono Cecilia consentendole di avere sempre una corsia a disposizione nella più grande piscina comunale modenese, fino ad Andrea Dondi, fiero di poter parlare come delegato del Coni della regina del nuoto paralimpico non solo di casa nostra, ma dell’Italia e del mondo. Dietro le quinte ma sempre presenti anche mamma Antonella e papa Gian Paolo, l’altra carta vincente di Cecilia Camellini, non solo per il supporto garantitole sin da quando ha iniziato a nuotare ma soprattutto per averla cresciuta come una campionessa a tutto tondo, una ragazza vera, semplice ed intelligente, capace di non fermarsi solo ai successi sportivi ma di riuscire con profitto anche lontano dalla sua amata acqua. Non a caso, parallelamente all’impegno agonistico, la nostra campionessa in questi anni ha coltivato con successo gli studi, tanto da essere prossima alla laurea magistrale in Psicologia Clinica all’Università di Bologna, presso la sede di Cesena. Esami finiti, ora manca soltanto la tesi, ma prima di scriverla c’è una Paralimpiade da vivere al massimo, la sua terza in carriera. E chissà che possa non essere l’ultima, come si è detto scherzando ieri. «Io credo che la convinceremo – ha dichiarato con il sorriso Pacini – perché Cecilia, il nostro fiore all’occhiello, è una perfezionista, una campionessa che ama questo sport e che quando sente il profumo della gara si trasforma. Intanto, però, è giusto concentrarsi su Rio, pensando a tutto il percorso fatto insieme sin dal 2003 e alle battaglie vinte affinché lo sport paralimpico venisse concepito nella giusta maniera, promuovendolo e valorizzandolo».
Alla Paralimpiade brasiliana Cecilia Camellini si presenterà da campionessa in carica nei 50 e 100 metri stile libero, grazie alle due medaglie d’oro conquistate quattro anni fa a Londra, unica atleta tra tutti gli olimpionici italiani a riuscire a fare risuonare l’Inno Mameli all’interno dell’Aquatics Centre. A quei due successi, impreziositi da altrettanti record mondiali che oggi le sono stati strappati, la nuotatrice formiginese aggiunse due bronzi nei 100 dorso e nei 400 stile, oltre ad un sesto posto nei 200 misti. Sarà proprio quest’ultima specialità quella alla quale Cecilia rinuncerà a Rio, concentrandosi invece sulle altre quattro: il debutto è previsto il 9 settembre nei 100 dorso, il giorno successivo sarà la volta dei 400 stile, poi 50 e 100 stile rispettivamente il 12 e 15 settembre.
«Sarà la mia terza esperienza ad una Paralimpiade – ha raccontato – dopo l’esordio assoluto a Pechino nel 2008 (nel quale ottenne due argenti nei 50 e 100 stile, ndr) e i trionfi di Londra, ma le emozioni sono identiche a quelle della prima volta. Il percorso di avvicinamento è stato un po’ particolare, iniziato la scorsa estate dopo un anno nel quale avevo rinunciato alle gare internazionali per concentrarmi sul mio percorso di studio. Da luglio 2015 ho ripreso ad intensificare gli allenamenti mettendo Rio de Janeiro nel mirino, con tanta voglia di vivere questa nuova avventura senza proclami, ma con legittime aspettative ed altri sogni nel cassetto. Oltre al lavoro quotidiano in vasca, supportata dalle persone che qui mi circondano e grazie al contributo fondamentale degli sponsor Tecno Diamant, Tecnosint e ATS, ad aprile c’è stata la possibilità di misurarsi nuovamente in una gara di livello come i Campionati Europei nell’isola portoghese di Madeira, testando la condizione e verificando i progressi. Sono arrivate quattro medaglie, con la ciliegina finale di quella d’oro dopo due bronzi ed un argento. La spinta giusta per proseguire nella preparazione e sperare che dopo tanto duro lavoro, due allenamenti al giorno da quando si è concluso l’Europeo, alla Paralimpiade possano esserci altre soddisfazioni».
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