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Uccellari: Rio non può più attendere

di Filippo Franchini
Uccellari: Rio non può più attendere

Gareggerà nel triathlon: «Sarà la mia seconda Olimpiade, rispetto a Londra mi sento molto maturato. Sono pronto»

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Meno due settimane. Diciassette giorni, per l'esattezza, quelli che separano Davide Uccellari dalla sua seconda partecipazione ai Giochi Olimpici.

Il Triathlon la sua specialità, che vedrà il team azzurro rappresentato anche da Alessandro Fabian, Anna Maria Mazzetti e Charlotte Bonin.

Appuntamento il 18 agosto per la prova maschile, mentre le ragazze saranno di scena il 20 agosto prossimo, nel palcoscenico della spiaggia di Copacabana, a Rio De Janeiro.

Davide, manca poco ormai. Pronto alla sfida?

«Prontissimo, mi sento bene, in forma. Negli ultimi tre mesi, acquisita la qualificazione, ho trascorso un bel periodo a Modena, dedicandomi fra aprile e maggio al recupero e concentrandomi sul blocco della corsa. A giugno, il raduno collegiale con la nazionale a Saint Moritz, l'ottima gara a Stoccolma nelle World Series, con il 16° posto assoluto, poi lo sprint ad Amburgo e di nuovo a Dimaro in Trentino per la rifinitura. Ora sto caricando a dovere le batterie qui a casa, poi si parte. Il volo per il Brasile partirà l'8 agosto e sarà Olimpiade. Trascorreremo la prima settimana a Santos, vicino a San Paolo, per il raduno e gli allenamenti. Dal 15 ci trasferiremo a Rio, nel Villaggio Olimpico, pronti a gareggiare il 18. Per me sarà un ritorno a Rio, dopo la Preolimpica dell'anno scorso, ad inizio agosto».

La rincorsa a Rio è iniziata a gennaio proprio a Modena, con un grande ritorno sulle strade di casa alla Corrida.

«Vero, ho corso molto bene, a 3'08" di media, con ottime sensazioni girando a ritmo. E' stato il prologo ad un buon 2016, che mi ha visto conquistare il 45° posto nel ranking di World Series, un 24° posto ad Abu Dhabi, un 33° a Gold Coast in Australia ed il 16° a Stoccolma, mio personal best».

La spiaggia di Copacabana è un luogo mitico nell'immaginario collettivo. Il 18 agosto, sarà teatro della tua gara.

«Una location senza dubbio spettacolare, il lungomare di Copacabana. Ho fatto esperienza l'anno scorso, sarà una gara impegnativa anche a livello ambientale: il chilometro e mezzo a nuoto, giro unico, con acqua dalla temperatura accettabile, sui 22 gradi, sarà probabilmente da affrontare senza muta. Poi c'è la frazione da 40 km in bici, 8 giri da 5 km con strappo in salita da 300 metri ed infine i 10 km di corsa, gara veloce condizionata dal caldo umido. Partiremo alle 11 brasiliane e ci sarà caldo: da loro sarà primavera inoltrata».

A 24 anni, sarà la tua seconda Olimpiade, dopo quella di Londra. Cos'è cambiato rispetto a quattro anni fa?

«Nel 2012 mi sono qualificato al limite, negli ultimi giorni disponibili. Stavolta è stato un percorso più dinamico e regolare, dopo l'infortunio del 2014. Mi sento molto maturato e sono in buon periodo di forma. Nei lavori combinati tutto viene più facile, anche a ritmi alti e recupero meglio. Mi manca ancora un po' di efficienza in gara, dove devo imparare a rendere meglio quello che faccio in allenamento».

Cosa ti aspetti da Rio?

«Una gara da protagonista. Al di sopra del piazzamento, vorrei fare una gara di testa, che mi soddisfi e senza errori, gestendo bene a livello psicologico le frazioni e dando il massimo. A Londra ho conquistato la 29^ piazza, oggi credo che la top 20 possa essere alla portata».

Cos'è un Olimpiade per Davide Uccellari?

«E' difficile da spiegare, un'emozione unica. E' un po' come la prima volta che vesti la maglia azzurra. Di Londra mi è rimasta impressa la partenza da Linate con la squadra e la procedura d'entrata nel Villaggio Olimpico. La cosa bella è ritrovare la tua quotidianità da atleta in mezzo a migliaia di altri come te, dopo tanti mesi in cui spesso è capitato di sentirsi molto solitario».

Che consigli ti ha dato il tuo allenatore storico, Renzo Finelli, uno che di olimpiadi se ne intende?

«Crede nelle mie potenzialità e questa per me è la cosa più importante. Insieme abbiamo disegnato un programma impegnativo negli ultimi mesi, basato sulla corsa. Quando mi ha visto andare forte a Stoccolma era molto soddisfatto».

A proposito di Modena, la Panini ha lanciato un bell'album dedicato agli italiani di oggi e di ieri protagonisti alle Olimpiadi. Ti sei già trovato nelle figurine?

«Mi sono trovato quasi subito ed è stata una grande soddisfazione. Da modenese, comparire nelle raccolte Panini è un onore: nella foto ho una faccia molto sofferente, diciamo adatta ad uno sport come il triathlon».

Da appassionato di calcio, nella terra del calcio, una visita al Maracanã è d'obbligo.

«Speriamo proprio! Proveremo a visitarlo, a gare terminate, insieme a mio fratello Andrea, che mi raggiungerà a Rio per quest'avventura».

C'è un atleta al quale chiederai l'autografo?

«Non credo, sono molto riservato e anche da Londra sono tornato senza foto nè autografi. Però ricordo bene quel pranzo accanto a Michael Phelps, un veloce riscaldamento accanto ad Allyson Felix ed ho l'immagine nitida di Bekele che gioca a biliardino. Chissà, magari ci scatteremo una foto a Rio con Gregorio Paltrinieri, quello volentieri».

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